IA, Trump firma l’ordine che blocca le leggi statali: cosa cambia rispetto alla bozza

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ROMA (Public Policy Bytes) – Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo volto a limitare la proliferazione di regolamentazioni statali dell’intelligenza artificiale, definite “a macchia d’olio”, disomogenee e onerose.

Rispetto alla bozza circolata a novembre, il documento mantiene inalterate le premesse e tutte le disposizioni – pur introducendo delle eccezioni alla prevalenza dei poteri federali in alcuni ambiti specifici. Il presidente – si legge nel testo legislativo – reputa infatti necessario intervenire per garantire che nel settore viga “uno standard nazionale minimamente oneroso, non 50 standard statali discordanti” e per introdurre dunque un “quadro normativo che dovrà vietare le leggi statali che sono in conflitto con la politica stabilita” dalla Casa Bianca.

A giudizio di Trump, infatti, la frammentazione legislativa, rendendo difficili gli investimenti e la conformità delle imprese alle 50 differenti legislazioni statali, rappresenterebbe una minaccia alla “leadership statunitense nell’IA”, che il presidente – come si legge nella “strategia per la difesa degli Stati Uniti” diffusa a dicembre – annovera tra gli “interessi fondamentali e vitali” del Paese.

Al fine di vincere la “corsa per la supremazia contro gli avversari”, dunque, il provvedimento conferma l’ordine al procuratore generale degli Usa di istituire, entro 30 giorni dall’entrata in vigore della norma, una “task force per i contenziosi sulla giurisdizione dell’IA”, la cui unica responsabilità “sarà quella di impugnare le leggi statali, anche sulla base del fatto che tali leggi regolamentano in modo incostituzionale il commercio interstatale e sono sostituite dalle normative federali esistenti o sono altrimenti illegali secondo il giudizio del procuratore generale”.

Invariato, nelle disposizioni, anche l’articolo che prevede, entro 90 giorni, la valutazione da parte del segretario al Commercio di tutte le norme statali sull’IA attualmente in vigore, per identificare quelle reputate “onerose” o “in conflitto con la politica” stabilita dall’ordine esecutivo stesso, con particolare riferimento a quelle che costringerebbero gli sviluppatori di modelli di IA a “divulgare o riferire informazioni in un modo che violerebbe il primo emendamento o qualsiasi altra disposizione della Costituzione”.

Rispetto alla bozza, viene confermata inoltre la deterrenza all’introduzione da parte degli Stati di tali leggi attraverso la revoca dei fondi federali Bead per la connettività, così come risulta inalterato l’articolo dell’ordine esecutivo che sancisce l’illiceità delle norme statali che impongono agli sviluppatori di modelli di IA di fornire agli utenti risposte falsate per imporre “bias ideologici”. Secondo Trump, infatti, alcuni Stati – come il Colorado, con il suo provvedimento contro la “discriminazione algoritmica” – avrebbero costretto i modelli a produrre risultati deliberatamente falsi per evitare un “trattamento o impatto differenziale su alcuni gruppi protetti”.

Unica differenza sostanziale, rispetto alla versione provvisoria del testo, si rinviene nell’articolo che introduce eccezioni fondamentali alle norme che la nuova legislazione federale potrà bloccare. In particolare, viene riconosciuta agli Stati la prerogativa di continuare a legiferare in tema di tutela dei minori, infrastrutture per l’IA come data center e supercomputer (ad eccezione del rinnovo dei relativi permessi) e approvvigionamento e uso dell’IA da parte dei governi statali stessi. (Public Policy Bytes) DVZ