ROMA (Public Policy Bytes) – Il Pentagono ha confermato che alcune forze ostili usano i dati di geolocalizzazione trasmessi dagli smartphone dei militari statunitensi per individuare e colpire i loro contingenti schierati in zone di guerra, compreso il Golfo arabo. L’informazione emerge dalla risposta del Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom) a una lettera recapitata ad aprile al dipartimento della Difesa da un gruppo di parlamentari, a prima firma del senatore democratico dell’Oregon Ron Wyden e del deputato repubblicano della Carolina del Nord Pat Harrigan.
I dati GPS che rivelano la posizione delle truppe, spiegano i congressmen, sono disponibili all’acquisto da parte di chiunque per scopi di profilazione pubblicitaria: “si tratta di informazioni che gli avversari possono sfruttare per condurre attacchi mirati con missili, droni e ordigni improvvisati lungo le strade, oltre che per finalità di controspionaggio”, avvertono nella missiva, accusando il Pentagono di non aver agito per arginare il fenomeno e “non aver implementato le misure di cyberdifesa raccomandate dagli esperti federali di sicurezza informatica”.
Nella risposta scritta ai parlamentari, il Comando centrale ammette di aver ricevuto “molteplici segnalazioni di minacce relative allo sfruttamento, da parte di forze ostili, di dati commerciali di localizzazione per colpire o sorvegliare il personale statunitense” nell’ambito dell’operazione Epic Fury, ossia lo scontro bellico in corso in Medio Oriente. “Ciononostante – replicano i firmatari – il dipartimento della Difesa non ha ancora fornito i successivi chiarimenti richiesti dal Congresso“.
Il Centcom ha dunque ammesso che le autorità non hanno ancora provveduto a disattivare l’identificativo pubblicitario dagli smartphone che il Pentagono fornisce ai militari, precisando tuttavia che la rimozione di tale funzionalità che ne consente la geolocalizzazione è in fase di collaudo. Il Comando ha ottenuto per la prima volta la facoltà di bloccare la condivisione della posizione su tali dispositivi solo all’inizio di maggio. La National security agency (Nsa) e la Cybersecurity and infrastructure security agency (Cisa) “raccomandano da anni la disattivazione sistematica dell’ID pubblicitario“, rimarcano i parlamentari, che invitato il Pentagono a sostituire dagli smartphone i browser commerciali, “progettati per facilitare il tracciamento online e la raccolta di dati, con alternative orientate alla tutela della privacy”.
“Secondo quanto emerso, il dipartimento della Difesa sarebbe a conoscenza di questa minaccia almeno dal 2016, anno in cui un contractor militare del governo ne aveva informato i vertici del Comando congiunto per le operazioni speciali (Jsoc), dimostrando la possibilità di tracciare i telefoni in viaggio dalle basi delle forze speciali statunitensi in Medio Oriente. Da allora, giornalisti e ricercatori hanno ripetutamente dimostrato come i grandi database commerciali consentano il tracciamento del personale governativo e militare degli Stati Uniti“, concludono i congressmen. (Public Policy Bytes) DVZ




