Siri AI non sarà disponibile su iPhone in Ue: non è conforme al Dma

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ROMA (Public Policy Bytes) – Siri AI, il nuovo assistente di intelligenza artificiale di Apple, non sarà disponibile su iPhone, iPad e Apple Watch nell’Unione europea poiché non conforme al Digital markets act (Dma). A renderlo noto è l’azienda di Cupertino, in un comunicato in cui spiega che solo i computer Mac e il visore per la realtà aumentata Vision Pro saranno dotati della nuova funzione.

Il nodo, sostiene Apple, sarebbe in una “interpretazione estrema” del Regolamento sui mercati digitali applicata dai regolatori di Bruxelles. Secondo tale interpretazione, al fine di aprire il mercato alla concorrenza, qualora lanciasse Siri AI in Ue, “Apple dovrebbe dare a qualsiasi assistente virtuale l’accesso diretto ai dati privati degli utenti, e la possibilità di controllare direttamente altre app installate, senza le protezioni essenziali necessarie per garantire la sicurezza degli utenti e dei loro dati”. Ciò sarebbe incompatibile, al momento, con l’architettura stessa del nuovo assistente IA, “progettato per essere privato e profondamente integrato nelle piattaforme Apple tramite l’elaborazione on-device e Private cloud compute, che estende la privacy e la sicurezza di iPhone al cloud”.

“Negli ultimi mesi – si legge nella nota – i regolatori dell’Ue non hanno accettato nessuna delle soluzioni proposte da Apple per portare Siri AI nell’Unione europea e al contempo supportare in modo sicuro altri assistenti virtuali”, in quello che l’azienda definisce un “rifiuto di confrontarsi in modo costruttivo su soluzioni che tutelino la privacy e la sicurezza” dei dispositivi.

“Secondo i regolatori dell’Ue – spiega l’azienda nel dettaglio – il Dma impone ad Apple di concedere a qualsiasi sistema di IA un accesso pressoché illimitato al dispositivo, nonché la capacità di utilizzare tale accesso in modo autonomo senza che l’utente abbia visibilità e controllo costante su quello che avviene”. In tale contesto, i sistemi di IA concorrenti “potrebbero leggere e inviare messaggi, fare acquisti, accedere ai file ed eseguire azioni in qualsiasi app”.

“Le ricerche condotte in ambito di sicurezza – avverte Apple – hanno già dimostrato che i sistemi IA possono essere manipolati per rubare dati personali, come password e foto, e modificare in modo permanente file e impostazioni degli account senza il consenso dell’utente. Man mano che tali sistemi acquisiscono maggiori capacità, la frequenza e la portata di questi rischi aumentano rapidamente”.

L’azienda rende noto di aver anche condiviso con la Commissione europea un piano per pubblicare la nuova funzione in Ue nell’arco di 18 mesi, parallelamente all’implementazione di una sua nuova funzione di sicurezza informatica chiamata Trusted system agent, un intermediario che permetterebbe agli assistenti virtuali di accedere in modo sicuro alle stesse funzioni e capacità di Siri AI per i dispositivi in Ue. Tuttavia, Bruxelles avrebbe rigettato anche tale proposta.

Alla luce degli sviluppi, il produttore californiano dichiara di non poter prevedere, al momento, una data per la distribuzione dello strumento in Europa, pur rinnovando l’impegno a “continuare a lavorare per portare queste funzioni in Ue nel modo più sicuro possibile”. (Public Policy Bytes) DVZ