BRUXELLES (Public Policy Europe) – Con 43 voti a favore, 21 contrari e 6 astensioni, la commissione Ambiente (Envi) del Parlamento Ue ha adottato giovedì il suo mandato negoziale sulla proposta della Commissione per modificare la Riserva di stabilità del mercato (Msr) dell’Ets. Adesso il Parlamento dovrebbe adottare il proprio mandato per i negoziati con gli Stati membri dell’Ue nella sessione plenaria della prossima settimana.
In base alle norme attuali, tutte le quote presenti nella riserva che superano i 400 milioni vengono invalidate. La Commissione ha proposto di sospendere immediatamente il meccanismo di invalidazione, consentendo di mantenere nella riserva un numero illimitato di quote aggiuntive come riserva di sicurezza, il che potrebbe favorire la stabilità del mercato. Per garantire un funzionamento ordinato del mercato europeo del carbonio e della riserva, aumentare la prevedibilità del mercato a lungo termine, e contribuire a allinearsi agli obiettivi climatici dell’Ue per il 2040 e il 2050, i deputati propongono di mantenere il meccanismo di invalidazione, ma di innalzarne la soglia l’anno prossimo da 400 a 650 milioni di quote. “Ciò – evidenzia la commissione Envi in una nota – consentirebbe di mantenere una riserva di sicurezza sufficientemente ampia per assorbire gli squilibri tra domanda e offerta, evitando al contempo l’eventuale accumulo eccessivo di quote nella riserva che potrebbe verificarsi in base alla proposta della Commissione”. I deputati suggeriscono che l’aumento della soglia entri in vigore a partire dal 1 marzo 2027.
“Il voto odierno raggiunge il giusto equilibrio tra ambizione climatica e competitività industriale – commenta il relatore sul provvedimento, nonché presidente della commissione Envi, Pierfrancesco Maran (Pd-S&d) -. L’innalzamento della soglia di invalidazione e la fissazione di una data chiara per l’entrata in vigore conferiscono alla riserva la necessaria flessibilità, salvaguardando al contempo il sistema Ets dell’Ue. L’accordo, sostenuto da un’ampia maggioranza, pone le basi per la prossima revisione dell’Ets, dimostrando che politiche climatiche e industriali ambiziose possono andare di pari passo“. (Public Policy Europe) NAF





