ROMA (Public Policy Bytes) – “Non credo che quella dell’intelligenza artificiale sia una bolla”. È quanto ha dichiarato il governatore della Federal reserve bank degli Stati Uniti Christopher Waller, nel corso di un’intervista alla Cnbc.
“L’IA – ha spiegato il governatore – è una realtà concreta: sappiamo che è una tecnologia reale – non fittizia – che le persone stanno già utilizzando. Penso che il problema sia che tutti gli investimenti si stanno concentrando nei data center, ma senza energia questi non funzionano. Senza l’energia necessaria per operare, tutto quell’investimento rischierebbe di restare fermo, con un bel rendimento pari a zero”.
“È questo che più mi preoccupa” – ha commentato. “Potrebbe esserci – e non voglio parlare di bolla, crollo o fenomeni del genere – un accumulo eccessivo e potrebbe assomigliare agli investimenti nelle telecomunicazioni di fine ’90 – inizio ‘2000. Ai tempi si costruì una quantità enorme di infrastrutture che non vennero subito utilizzate, ma che qualche anno dopo furono in qualche modo assorbite, semplicemente a un prezzo più basso”.
“La domanda però è: c’è debito? C’è leva finanziaria? E questa leva si riversa nel sistema bancario? Questa è la mia vera preoccupazione – ha aggiunto. “Se tutto è private equity, se i capitali sono tutti privati e gli investitori perdono i loro soldi, non è un mio problema come decisore politico. Ma se tutto questo si traduce in leva finanziaria e prestiti attraverso le banche, che a loro volta sono collegate alle famiglie americane che magari non sa nulla di IA — un po’ come abbiamo visto nel 2007-2008 — allora è lì che sorgono le vere preoccupazioni”.
“Per questo – ha concluso il governatore – stiamo cercando di capire molto chiaramente la situazione, chiedendo alle banche: a cosa siete esposti? Quanta leva avete? Qual è la vostra posizione, anche nel credito privato?” (Public Policy Bytes) DVZ




