ROMA (Public Policy Bytes) – Si compone di 15 articoli la bozza, presa in visione da Public Policy Bytes, del disegno di legge recante “disposizioni per il rafforzamento e l’adeguamento della capacità di difesa nazionale”, approvato martedì in Cdm.
Tra le novità contenute nel ddl, viene offerta una definizione di spazio cibernetico che viene considerato di interesse nazionale. “Lo spazio cibernetico di interesse nazionale per la difesa e la sicurezza militare dello Stato è l’insieme delle infrastrutture informatiche, comprensivo di hardware, software, capacità, dati, connessioni fisiche e elettromagnetiche, dei sistemi cyber-fisici OT comprensivi di sistemi attuatori di processo, sensori, sistemi di controllo industriale (ICS) installati su mezzi e piattaforme militari, apparecchiature mobili dotate di connessione di rete, nonché dei punti di interconnessione, delle rappresentazioni digitali, delle relazioni fisiche, logiche e cognitive stabilite tra essi, entro il quale il ministero della Difesa opera per adempiere ai propri compiti istituzionali anche al di fuori dei confini nazionali”, si legge nella bozza.
Spetterà al ministro della Difesa, precisa la norma, identificare e aggiornare periodicamente lo spazio cibernetico di interesse nazionale per la difesa e la sicurezza militare dello Stato.
La bozza del disegno di legge attribuisce al capo di stato maggiore della Difesa, la qualifica di “autorità cyber del ministero della Difesa, responsabile dell’organizzazione, preparazione professionale, approntamento e impiego del personale cyber interforze”.
Allo stesso, inoltre, è attribuito il compito di garantire, “anche in tempo di pace, coerentemente con le attribuzioni dello strumento militare, la tutela dello spazio cibernetico di interesse nazionale per la difesa e la sicurezza militare dello Stato anche attraverso la pianificazione e la condotta di operazioni cibernetiche difensive in Patria e all’estero”.
Il disegno di legge, inoltre, istituisce il brevetto di “specialista cyber militare” che verrà rilasciato dal Capo di stato maggiore della Difesa al personale militare che ha “superato i corsi formativi di elevato livello tecnico allo scopo istituiti presso il ministero della Difesa” e che “risulta, previo accertamento, in possesso di elevate competenze specialistiche nel settore cyber”. (Public Policy Bytes) GPA




