La lettera dei dipendenti Google: no all’accordo con il Pentagono

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ROMA (Public Policy Bytes) – Oltre 600 dipendenti di Google hanno firmato una lettera aperta indirizzata all’amministratore delegato Sundar Pichai per chiedere all’azienda di non stringere un accordo con il Pentagono per la fornitura di modelli di intelligenza artificiale su reti interne e riservate.

Nella missiva, diffusa dalla stampa statunitense, i lavoratori si dicono “profondamente preoccupati per le trattative in corso” e “consapevoli, in qualità di esperti nel campo dell’IA, che questi sistemi possono accentrare il potere e sono soggetti a errori”.

È l’uso dei modelli su reti secretate a determinare l’avversione dei dipendenti all’accordo, la cui “conoscenza a stretto contatto della tecnologia impone la responsabilità di evidenziarne e prevenirne gli utilizzi più pericolosi e contrari all’etica”. Google, infatti, è già tra i fornitori di IA del Pentagono, insieme a OpenAI e xAI. Tuttavia, l’accordo in essere riguarda l’adozione dei modelli della famiglia di Gemini sulla piattaforma genAI.mil utilizzata dai dipendenti del dipartimento della Difesa, che non gestisce flussi di lavoro secretati.

Secondo quanto riferisce The Information, l’intesa tra le parti sarebbe stata già raggiunta e includerebbe delle clausole di salvaguardia che impedirebbero l’uso degli strumenti forniti da Google per condurre campagne di sorveglianza di massa ai danni dei cittadini statunitensi e il controllo di armi completamente automatizzate. Si tratta delle stesse clausole presenti nel contratto tra Anthropic e il dipartimento della Difesa, rescisso lo scorso febbraio a seguito del rifiuto della startup di Dario Amodei di acconsentire alla loro rimozione dall’accordo, come richiesto dal Pentagono.

Già in occasione dello scontro tra Anthropic e l’amministrazione Trump, culminato nell’inserimento della startup nella lista di imprese a rischio per la supply chain del Paese da parte della Difesa, oltre 900 dipendenti di Google, unitamente a 102 lavoratori di OpenAI, avevano firmato una lettera aperta per chiedere alle rispettive aziende di non cedere alle pressioni esercitate dal Pentagono per ottenere un uso dell’IA scevra da salvaguardie etiche. Lo scorso marzo, nell’ambito del ricorso legale di Anthropic contro la designazione inflittale dal dipartimento di Pete Hegseth, alcuni dipendenti delle due società avevano sottoposto alla corte una memoria a sostegno della startup che sviluppa Claude. (Public Policy Bytes) DVZ