Minori, al Senato un ddl sull’esposizione ai dispositivi sotto i 3 anni

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ROMA (Public Policy Bytes) – Presentato al Senato un ddl sulla regolamentazione dell’esposizione agli schermi dei dispositivi digitali dei bambini sotto i tre anni. La proposta reca la prima firma della senatrice del Pd Simona Malpezzi, vicepresidente della commissione parlamentare per l’Infanzia e l’adolescenza, e gode di sostegno bipartisan. L’iniziativa “nasce da un’urgenza che la scienza documenta ormai senza ambiguità: i primi tre anni di vita sono il momento più delicato per lo sviluppo neurocognitivo, fisico e relazionale di un bambino, e l’esposizione precoce e passiva agli schermi in quella fascia d’età comporta rischi concreti, dal ritardo del linguaggio alle difficoltà di attenzione”, dichiara Malpezzi in una nota.

Per combattere il fenomeno, il ddl propone la stesura di linee guida nazionali contenenti indicazioni sull’esposizione massima consigliata dei minori agli schermi, oltre che migliori pratiche per la prevenzione e il trattamento dei disturbi connessi all’uso problematico e alla dipendenza dai dispositivi digitali. Le linee guida sono definite dal ministero della Salute di concerto con i ministeri dell’Istruzione e della Famiglia e il loro aggiornamento è fissato con cadenza almeno triennale.

Il testo prevede anche che consultori familiari, servizi educativi per la prima infanzia e punti nascita distribuiscano ai genitori materiali informativi sui rischi dell’esposizione precoce dei bambini ai dispositivi digitali e sui benefici derivanti dalla limitazione del loro utilizzo e sulle raccomandazioni. Analoghi obblighi formativi spettano ai medici pediatri.

Inoltre, il ddl propone che, in ogni pubblico esercizio che ospiti abitualmente minori di tre anni, sia esposto materiale informativo sui rischi dell’esposizione precoce ai dispositivi. Viene poi istituito al ministero della Salute un tavolo nazionale permanente sulla salute digitale dei più piccoli. Il ministero dovrà anche promuovere studi scientifici al riguardo, da cui attingere per l’aggiornamento delle linee guida. Viene infine istituito un fondo per la salute digitale dei bambini, con una dotazione prevista di 2 milioni di euro l’anno a decorrere dal 2026.

“Mentre noi presentiamo oggi questa proposta, il mondo si muove, e si muove più in fretta di noi. Solo pochi giorni fa la Commissione europea ha ricevuto dal proprio gruppo di esperti un rapporto che indica esattamente la stessa direzione che proponiamo noi da mesi: niente schermi sotto i tre anni, un uso accompagnato nell’infanzia, un accesso ai social per gradi”, ha commentato la senatrice Malpezzi. “L’Italia, su questi temi, è ferma. Lo dico con amarezza, perché non parlo solo del disegno di legge di oggi: lo stesso destino tocca alla proposta bipartisan Madia-Mennuni-Malpezzi sul divieto di accesso ai social sotto i 15 anni, che era a un passo dall’approvazione al Senato ed è stata bloccata dal Governo. Da mesi aspettiamo pareri ministeriali che non arrivano, su un testo firmato da tutte le forze politiche. Non è più accettabile che la tutela dei bambini italiani venga rinviata per calcoli che nulla hanno a che vedere con il loro interesse”, ha aggiunto. (Public Policy Bytes) DVZ