SpaceX verso l’IPO: da Anthropic 15 mld l’anno per i supercomputer

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ROMA (Public Policy Bytes) – L’accordo tra SpaceX e Anthropic per lo sfruttamento dei supercomputer Colossus prevede un esborso di circa 15 miliardi di dollari l’anno fino al 2029 della startup di intelligenza artificiale, in pagamenti mensili di 1,25 miliardi. I dettagli finanziari dell’intesa, annunciata il 6 maggio, emergono da un resoconto depositato dalla società di Elon Musk alla Securities and Exchange Commission (SEC), l’ente di vigilanza delle borse degli Stati Uniti. Il colosso della space economy, dopo essersi fuso con la divisione di IA del gruppo, mira infatti a lanciare l’offerta pubblica iniziale più ricca di sempre intorno alla metà di giugno, puntando a raccogliere oltre 80 miliardi di dollari.

La fornitura di una rilevante quantità di potenza computazionale agli sviluppatori di Claude è resa possibile dalla sua “notevole flessibilità nell’allocazione e nella monetizzazione”, sostiene SpaceX nel documento, che “garantisce al contempo l’accesso a quote selezionate di capacità di calcolo a clienti terzi”. L’azienda assicura, infatti, di disporre delle risorse necessarie per supportare i propri sistemi di IA e garantire lo sviluppo di nuovi modelli: è il caso di Grok 5, attualmente in fase di addestramento nel supercomputer Colossus II, anch’esso messo a disposizione di Anthropic.

Il resoconto depositato alla SEC rende pubblici ulteriori dettagli del contratto stipulato, che prevede una clausola di rescissione con un preavviso di 90 giorni. Tale modello, spiega SpaceX, “permette di monetizzare la capacità di calcolo inutilizzata della nostra infrastruttura, consentendo comunque la riallocazione delle risorse per progetti interni qualora si rendesse necessario in futuro”. L’azienda di Musk, infine, segnala l’intenzione di “stipulare ulteriori contratti di servizi analoghi” con altri clienti. (Public Policy Bytes) DVZ