Acciaio, in vigore i nuovi contingenti doganali sull’import

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BRUXELLES (Public Policy Europe) – Entrano in vigore da oggi i nuovi contingenti doganali sull’acciaio importati nell’Ue, per rispondere alla sovracapacità cinese. Il nuovo sistema – che prevede contingenti tariffari complessivamente ridotti e un dazio fuori contingente più elevato – mira a proteggere l’industria siderurgica dell’Ue a seguito della scadenza odierna delle misure di salvaguardia dell’Ue nel settore siderurgico. La sovraccapacità globale attualmente supera i 620 milioni di tonnellate e, secondo le stime, raggiungerà i 721 milioni di tonnellate – più di 5 volte il consumo annuale di acciaio dell’Ue.

Più nel dettaglio, a partire dal 1° luglio, sarà consentito l’ingresso nell’Ue, in esenzione da dazi, di un totale di 18,3 milioni di tonnellate di acciaio all’anno. Le importazioni eccedenti la quota saranno soggette a un dazio del 50%. La ripartizione dei contingenti tariffari del nuovo regolamento sull’acciaio si basa su una serie di criteri chiaramente definiti. La Commissione evidenzia come il nuovo sistema garantisca un livello prevedibile di accesso al mercato dell’Ue per i fornitori dei paesi terzi “attraverso una metodologia equa e obiettiva, assicurando al contempo la diversificazione dell’offerta per gli utilizzatori a valle dell’Ue”.

Il regolamento di esecuzione mira a ridurre al minimo, per quanto possibile, l’impatto del regolamento Ue sull’acciaio sui suoi partner degli accordi di libero scambio, senza compromettere l’efficacia della misura: l’80% delle importazioni di acciaio dell’Ue proviene da partner con accordo di libero scambio. La metà della quota annuale di importazione dell’Ue – quindi 9,15 milioni di tonnellate – è stata riservata esclusivamente ai partner commerciali preferenziali (Fta), mentre la restante metà è disponibile per tutti i partner commerciali senza discriminazioni, compresi i partner Fta. I partner Fta dell’Ue manterranno quindi una quota di accesso al mercato dell’Ue significativamente superiore rispetto alla riduzione media del 47% prevista dal regolamento sull’acciaio.

L’Ue ha affrontato le preoccupazioni dei propri partner commerciali attraverso discussioni in sede di Organizzazione mondiale per il commercio, con un numero significativo di partner che, di conseguenza, ha accettato in via provvisoria le quote loro assegnate. (Public Policy Europe) NAF