ROMA (Public Policy) – “Il presidente Fontana, nel comunicare la data della calendarizzazione in aula della legge elettorale (il 14 luglio; Ndr), ha fatto riferimento alla situazione complicata dei trasporti della prossima settimana, ma su questo citofonate a Salvini. Ne prendiamo atto, forse questo consentirà un esame più adeguato in Parlamento, ma non c’era motivo per strozzare i tempi in commissione. Ci auguriamo che questo allungamento dei tempi consenta alla maggioranza di capire che questa non è la priorità del Paese. Il nostro atteggiamento sulla legge elettorale non cambia, faremo muro, tanto più ora che è palese l’obiettivo vero di Meloni, cioè quello di scegliersi in pratica il capo dello Stato da soli”.
Lo ha detto, a margine della riunione dei capigruppo odierna di Montecitorio, la presidente del gruppo Pd Chiara Braga.
Avs e +Eu hanno invece sollevato la questione dei tempi per l’esame in aula, “spietati” secondo quanto denunciato dal segretario di +Europa Riccardo Magi.
“Al nostro gruppo sono stati concessi 45 minuti in tutto, forse si arriverà a un’ora” ha osservato la capogruppo di Avs Luana Zanella. “Vediamo se nei prossimi giorni ci sarà un ravvedimento da parte della presidenza”.
Il rinvio dell’inizio dei voti “è stato presentato ufficialmente come disagio nei trasporti. Io direi un disagio in maggioranza, tutto politico, non infrastrutturale, a meno che con disagio dei trasporti non si pensi a sinonimo di Lega e Salvini. Il tempo per la discussione è spietato. C’è stata la disponibilità di un piccolo maggiormento, ma parliamo di tempi ridottissimi. La nostra componente avrebbe 11 minuti”, ha osservato Magi.
“La situazione è questa, pur sapendo che c’è stato un esame strozzato in commissione“, che ha lasciato fuori questioni come “il voto fuori sede, la firma digitale e la questione delle esenzioni su raccolta firme. Ci sembra che i disagi più che nei trasporti siano nella maggioranza”, ha concluso. (Public Policy) MAR





