ROMA (Public Policy Bytes) – A seguito della diffusione di una nota di Anthropic, Ibm ha registrato il calo più marcato del suo valore in borsa dal 18 ottobre 2000. Un blog post della startup guidata da Dario Amodei, infatti, suggerisce alle imprese di adottare Claude Code – piattaforma di intelligenza artificiale per la scrittura di codice di sviluppo – per rendere più semplice ed economicamente sostenibile la modernizzazione di Cobol, linguaggio di programmazione risalente al 1959 e oggi eseguito su computer mainframe in gran parte prodotti da Ibm. Il linguaggio di programmazione, seppur datato, rimane rilevante poiché utilizzato “nel 95% delle transazioni agli sportelli bancomat negli Stati Uniti” e “per alimentare infrastrutture critiche nei settori della finanza, del traffico aereo e della pubblica amministrazione” – si legge nella nota di Anthropic.
Claude Code – sostiene la startup californiana – è in grado di “abbattere la barriera” rappresentata dall’”esercito di consulenti” un tempo necessari allo scopo, “con tempistiche lunghe e costi che in pochi erano disposti ad affrontare”. Modernizzare Cobol – spiega l’azienda – significa ”fare reverse engineering della logica di sistemi costruiti quando Nixon era presidente”.
Il contributo dell’IA – secondo Anthropic – risulterebbe oggi fondamentale per garantire continuità a un linguaggio ideato da sviluppatori che “sono andati in pensione anni fa, e con loro si è perduta la conoscenza istituzionale che possedevano. Il codice in produzione è stato modificato ripetutamente nei decenni, ma la documentazione non ha tenuto il passo. Nel frattempo – avverte la startup – non stiamo certo formando dei sostituti: Cobol viene insegnato solo in una manciata di università e trovare ingegneri in grado di leggerlo diventa più difficile ogni mese”. (Public Policy Bytes) DVZ




