IA, intelligence Cina: rischi ingenti, monopolio Usa lede sicurezza globale

0

ROMA (Public Policy Bytes) – Il ministero per la Sicurezza dello Stato cinese avverte che l’intelligenza artificiale può comportare ingenti rischi per la sicurezza politica e sociale del Paese. Ad affermarlo è il ministro Chen Yixin, nella prima dichiarazione pubblica dei servizi di intelligence del Paese sul tema dell’IA, diramata tramite l’Amministrazione cinese del cyberspazio. Nella nota, l’esponente del Governo illustra il piano per l’autosufficiente tecnologica del Paese delineata dalla strategia del presidente Xi Jinping ed elenca i più gravi rischi per la tenuta delle infrastrutture critiche di Pechino.

“Dobbiamo riconoscere appieno i rischi e le sfide derivanti dallo sviluppo dell’IA”, ammonisce il ministro. L’IA “ha un impatto sistemico sul contesto politico e di sicurezza”, prosegue Yixin, che sottolinea come “diverse forze ostili e individui con secondi fini abusano delle tecnologie di IA generativa, come audio e video deepfake, testi e immagini generati dall’IA e troll online intelligenti, per contraffare le voci degli esponenti politici, diffondere informazioni dannose e incitare sentimenti di odio a basso costo e in grandi quantità, conducendo una guerra di propaganda e cognitiva contro di noi, minacciando direttamente la nostra sicurezza politica, istituzionale e ideologica”.

Il ministro denuncia poi con fermezza quelle che definisce le “pratiche monopolistiche” degli Stati Uniti, che “aggravano lo squilibrio nello sviluppo tecnologico” dell’IA su scala globale. “Alcuni Paesi, sfruttando i vantaggi accumulati nelle teorie di base dell’IA, nelle architetture dei modelli e nella potenza di calcolo, utilizzano il pretesto del ‘mantenimento della sicurezza nazionale’ per limitare rigorosamente l’introduzione di tecnologie e attrezzature all’avanguardia”, praticando una “monopolizzazione degli standard di settore e la creazione di ecosistemi a codice chiuso. Ciò frammenta la catena di fornitura e la filiera globale dell’industria dell’IA, esacerbandone lo squilibrio nello sviluppo a livello globale”.

È il caso, rimarca il ministro, delle “novità dirompenti” in tema di cybersecurity apportate da modelli statunitensi specializzati in sicurezza informatica come Claude Mythos di Anthropic e GPT-5.5-Cyber di OpenAI. “L’IA – spiega – sta migliorando significativamente l’efficienza e la capacità di sfruttamento delle vulnerabilità di rete e dello sviluppo di malware. La sicurezza informatica sta entrando in una nuova fase caratterizzata dall’industrializzazione delle vulnerabilità, da attacchi e difese completamente automatizzati e da scontri tra IA. Alcuni paesi e organizzazioni possiedono la capacità di individuare rapidamente e in grandi quantità le vulnerabilità, collegare automaticamente i percorsi di attacco e completare complesse attività di hacking, riducendo drasticamente le barriere tecniche e i costi per lanciare attacchi informatici e ponendo seri rischi alle infrastrutture critiche del nostro Paese”.

Da non sottovalutare, infine, “l’impatto strutturale dell’IA sul sistema di governance sociale, poiché la tecnologia. “La ‘scatola nera’ degli algoritmi e la manipolazione dei dati possono amplificare i pregiudizi sociali esistenti”, avverte Yixin. “Lo sfruttamente delle informazioni personali durante l’utilizzo dei dati può innescare una crisi di fiducia degli utenti. Il processo decisionale automatico del sistema crea problemi nell’attribuzione di responsabilità. In particolare, il rapido sviluppo dell’IA ha sconvolto il quadro tradizionale della governance tecnologica, facendo sì che le norme giuridiche, i principi etici e i meccanismi di governance esistenti spesso rimangano indietro nella pratica, rendendo difficile la formazione di un efficace sistema di controllo e supervisione istituzionale”. (Public Policy Bytes) DVZ