BRUXELLES (Public Policy Europe) – Il Parlamento europeo ha approvato modifiche alla posizione del Consiglio Ue sulla deroga alle norme ePrivacy finalizzate all’individuazione degli abusi sessuali sui minori online. Nel dettaglio, l’Eurocamera chiede di escludere dall’ambito di applicazione della normativa le comunicazioni alle quali è stata, è, o sarà applicata la crittografia end-to-end (un sistema di comunicazione in cui i dati sono cifrati sul dispositivo del mittente e decifrati solo su quello del destinatario; Ndr).
In questa fase della procedura legislativa (seconda lettura del Parlamento europeo), per respingere o modificare la posizione del Consiglio era necessaria la maggioranza assoluta dei deputati, attualmente pari a 360 voti. In una prima votazione, una maggioranza semplice si è espressa a favore del rigetto della posizione del Consiglio (314 voti favorevoli, 276 contrari e 17 astensioni). Tuttavia, non essendo stata raggiunta la maggioranza assoluta necessaria per approvare la posizione modificata del Parlamento (276 voti favorevoli, 286 contrari e 30 astensioni), la seconda lettura si è conclusa. Quindi, il testo del Parlamento, così come modificato, sarà ora trasmesso al Consiglio, che avrà tre mesi di tempo per approvare o respingere gli emendamenti. Se il Consiglio non accetterà tutte le modifiche, Parlamento e Consiglio avvieranno la procedura di conciliazione per raggiungere un accordo sul testo legislativo.
La posizione del Consiglio avrebbe di fatto ripristinato una deroga ormai scaduta, consentendo ai fornitori di servizi di comunicazione elettronica di continuare, su base volontaria, a individuare casi di abusi sessuali sui minori e di adescamento di minori nelle comunicazioni private effettuate attraverso le proprie piattaforme, nonché di rimuovere e segnalare il materiale pertinente.
Dopo che la Commissione europea aveva proposto un’ulteriore proroga della deroga, gli eurodeputati avevano votato per limitarne l’ambito di applicazione e introdurre l’obbligo di autorizzazione giudiziaria per le attività di rilevamento. Successivamente sono stati avviati negoziati con il Consiglio, ma non è stato raggiunto alcun accordo. Il 26 marzo il Parlamento ha respinto la proposta della Commissione di prorogare la deroga e ha concluso la prima lettura, determinando la scadenza della normativa transitoria il 3 aprile 2026. In seguito, il Consiglio ha deciso di rinviare la proposta al Parlamento per una seconda lettura. La deroga è concepita come una misura temporanea, destinata a evitare un vuoto normativo mentre proseguono i negoziati su un quadro legislativo permanente per contrastare gli abusi sessuali sui minori online. Parallelamente, Parlamento europeo e Consiglio hanno inoltre raggiunto un accordo sull’aggiornamento della direttiva relativa alla lotta contro gli abusi sessuali sui minori. (Public Policy Europe) PAM




