BRUXELLES (Public Policy Europe) – La Commissione europea verso un approccio graduale per l’accesso dei minori ai social media online: divieto totale sotto i tre anni di età; accesso supervisionato e limitato temporalmente fino ai 13 anni; libero acesso condizionato alla dimostrata sicurezza delle piattaforme dai 13 anni in su. “Adesso leggeremo attentamente il rapporto, ne discuteremo in Collegio e poi presenteremo una proposta dopo l’estate”, ha detto la presidente della Commissione Ursula von der Leyen, durante un punto stampa in occasione della consegna della relazione sulla sicurezza dei minori online, redatta dal gruppo di esperti incaricato dalla stessa von der Leyen.
“Dobbiamo stabilire un’età minima per l’accesso legale ai social media – ha detto la presidente dell’Esecutivo europeo -. Proprio come non diamo ai nostri figli le chiavi della macchina prima che abbiano la patente, o non permettiamo loro di comprare alcolici finché non hanno l’età legale, dobbiamo stabilire un’età minima per l’accesso legale ai social media. Non sarà una soluzione infallibile e il cambiamento richiede tempo – ha aggiunto von der Leyen -. E ci vorrà tempo per radicare il cambiamento culturale che sta già prendendo forma nella nostra società”.
Secondo la presidente della Commissione, “i bambini piccoli non dovrebbero essere esposti a schermi e piattaforme digitali, quindi niente schermi prima dei tre anni. I bambini dovrebbero essere esposti ai social media solo sotto la supervisione di genitori, tutori o insegnanti, e per un tempo limitato”. La presidente della Commissione, ha evidenziato come l’infanzia sia un periodo di delicato sviluppo cerebrale e come durante questa fase “i bambini abbia bisogno di tempo nel mondo reale, tempo per giocare, tempo per costruire amicizie faccia a faccia, tempo per commettere errori, tempo per plasmare la propria identità, la propria personalità, prima che un algoritmo li plasmi al posto loro”.
Von der Leyen ha anche fornito alcuni dati. In Europa i giovani trascorrono dalle 4 alle 6 ore al giorno davanti agli schermi e il 60% dei bambini ha sperimentato problemi emotivi e psicosociali online. “Un mondo in cui continuiamo a permettere alle grandi aziende tecnologiche un accesso illimitato ai nostri figli, non farà altro che condannare un’altra generazione a ulteriori danni mentali, dipendenze e infelicità, e i dati lo dimostrano”, ha detto von der Leyen, che ha definito l’approccio graduale proposto dal rapporto “molto convincente”, aggiungendo che una proposta verrà presa a seguito di una discussione del Collegio dopo l’estate. (Public Policy Europe) NAF




