ROMA (Public Policy Bytes) – È entrato in vigore il 27 luglio l’AI omnibus dell’Ue, che introduce tempi più lunghi per adeguarsi alle norme del pacchetto e una serie di semplificazioni amministrative per l’applicazione delle regole sull’intelligenza artificiale. Proposto il 19 novembre 2025 dall’Esecutivo Ue nell’ambito del più ampio omnibus digitale, il provvedimento punta a semplificare il quadro normativo sull’IA pur mantenendo le garanzie essenziali per la sicurezza dei cittadini e i diritti fondamentali. Il pacchetto si prefigge di sostenere innovazione e competitività europee alleggerendo gli oneri per le imprese più piccole, allungando i tempi di adeguamento, ampliando le possibilità di sperimentazione e offrendo maggiore certezza giuridica alle aziende che sviluppano o utilizzano sistemi di IA nel mercato unico.
Sul fronte del sostegno all’innovazione, l’AI omnibus estende le agevolazioni finora riservate alle piccole e medie imprese anche alle società a media capitalizzazione di dimensioni ridotte, permettendo a più organizzazioni di beneficiare di un approccio normativo proporzionato. La normativa amplia inoltre l’accesso alle cosiddette sandbox regolatorie, con un ambiente di sperimentazione a livello europeo che garantisce alle imprese più spazio per sviluppare e testare i propri sistemi di IA sotto la supervisione diretta delle autorità competenti.
Sul piano delle tempistiche, il regolamento prevede proroghe significative. Le regole per i sistemi di IA ad alto rischio si applicheranno dal 2 dicembre 2027. Per l’IA integrata in prodotti fisici — macchinari, giocattoli, ascensori — l’obbligo di conformità scatterà dal 2 agosto 2028. Il pacchetto riduce anche gli oneri burocratici. Oltre a estendere gli obblighi semplificati alle società a media capitalizzazione, il testo rivede i requisiti di alfabetizzazione sull’IA per le aziende: l’obbligo stringente previsto in precedenza diventa una raccomandazione non vincolante, mentre Commissione europea e Stati membri assumono un ruolo più attivo nel promuovere la formazione sul tema. Vengono inoltre eliminati due obblighi: registrare nel database centrale Ue i sistemi di IA esentati e adottare un piano armonizzato di monitoraggio post-commercializzazione. Le due esenzioni daranno alle aziende maggiore flessibilità nel rispettare i requisiti normativi.
In materia di sicurezza e diritti fondamentali, il regolamento vieta in modo assoluto le applicazioni di “nudification”, proibendo i sistemi di IA che generano contenuti intimi o sessualmente espliciti senza consenso, così come materiale pedopornografico. Le nuove disposizioni autorizzano inoltre esplicitamente il trattamento di categorie particolari di dati personali, ma solo ai fini di individuare e correggere distorsioni algoritmiche.
In tema di governance, infine, il regolamento amplia i poteri dell’AI Office, che avrà una supervisione più ampia su alcuni sistemi, compresi quelli basati su modelli di uso generale e quelli integrati in grandi piattaforme online e motori di ricerca. Il testo chiarisce anche i rapporti tra la normativa sull’IA e le altre leggi europee, semplificando al contempo le procedure per gli organismi di valutazione della conformità. (Public Policy Bytes) DVZ




