BRUXELLES (Public Policy Europe) – “Questo non è il baseball. Il Mondiale della Fifa resta il più grande torneo sportivo del pianeta, nonostante la Fifa sfrutti ogni possibile opportunità commerciale. Ma ora basta. Questo significa che tutti abbiamo una responsabilità: giocatori, tifosi, club, leghe, federazioni nazionali, confederazioni e media. Tutti hanno una voce e tutti dovrebbero farla sentire. Particolare preoccupazione nasce quando i poteri regolatori della Fifa si allineano agli interessi finanziari di soggetti privati. Quando il valore degli investimenti dipende dalle decisioni prese dalla Fifa, si pongono interrogativi profondi sulla governance, sull’indipendenza e sui conflitti di interesse. La commercializzazione incessante del calcio è diventata corrosiva. Sta minacciando proprio gli elementi che hanno reso il calcio lo sport più popolare al mondo”.
Lo scrive su X Glenn Micallef, commissario Ue per la Cultura, i giovani e lo sport, commentando il piano della Fifa di costituire una società controllata, la Ffe, per consolidare le sue attività commerciali. Il progetto prevede l’apertura del capitale della Ffe a investitori privati esterni.
“Si tratta inoltre di proposte che sollevano importanti questioni sotto il profilo del diritto della concorrenza. Come la Corte di giustizia dell’Unione europea ha costantemente riconosciuto, le norme sportive sono soggette al diritto dell’Unione europea quando producono effetti economici. Nell’ambito delle competenze attribuitele dai Trattati, la Commissione europea esaminerà attentamente queste proposte. Sostengo inoltre la Uufa e le richieste avanzate dagli altri soggetti interessati affinché vi sia un controllo più approfondito. Ogni federazione calcistica nazionale dovrebbe avviare un confronto serio e significativo con leghe, club, calciatori e tifosi prima di assumere una posizione. Il successo commerciale dovrebbe rafforzare il calcio, non consumarlo. Giù le mani dal nostro gioco”, conclude Micallef. (Public Policy Europe) PAM





