BRUXELLES (Public Policy Europe) – Dare agli Stati membri la possibilità di chiedere alla Commissione europea di esentare uno specifico investimento dall’applicazione delle disposizioni che condizionerebbero gli investimenti esteri a determinate condizioni. Questo quanto risulta dall’ultima bozza di compromesso sull’Industrial Accelerator Act, messa a punto dalla presidenza irlandese del Consiglio Ue, di cui Public Policy Europe ha preso visione.
Le disposizioni in questione condizionerebbero i grandi investimenti esteri a condizioni come l’impiego di manodopera europea o trasferimenti tecnologici. La norma aggiunta nell’ultima versione della bozza, prevede che in casi debitamente giustificati, gli Stati membri possano richiedere alla Commissione una deroga all’applicazione di alcune o di tutte le condizioni previste a un determinato investimento. La deroga può essere concessa solo qualora sia stato dimostrato, per un determinato investimento, che: non è possibile soddisfare una specifica condizione di investimento; e la mancata approvazione dell’investimento avrebbe un impatto negativo sulla resilienza del settore manifatturiero dell’Unione, sulla sua sicurezza economica e sul funzionamento del mercato interno.
Un’altra modifica interviene sulla norma relativa agli investimenti esteri che rientrano nelle disposizioni. La proposta della Commissione prevede solo una soglia di investimento di 100 milioni di euro. La presidenza del Consiglio aggiunge che questo investimento deve essere effettuato entro un periodo di cinque anni a decorrere dall’investimento iniziale. Inoltre, per soddisfare la condizione sulla forza lavoro dell’Unione (almeno 50%), si specifica che la manodopera non deve essere composta per oltre il 50% da lavoratori di paesi terzi, a meno che non siano legalmente residenti o impiegati nell’Ue da almeno 6 mesi. Nei progetti esistenti acquisiti, viene data priorità alla conservazione o al re-impiego della forza lavoro precedente. Infine, il termine entro cui la Commissione deve valutare se il requisito di conformità continuativa per gli investimenti esteri diretti per un periodo prolungato sia appropriato è stato ridotto da 10 a 7 anni (la valutazione dovrà essere effettuata ogni 4 anni, invece che ogni 7). (Public Policy Europe) NAF





