OpenAI e Altman denunciati per responsabilità nella sparatoria di Tumbler Ridge

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ROMA (Public Policy Bytes) – Le famiglie delle vittime della sparatoria di Tumbler Ridge, in Canada, hanno sporto una nuova denuncia contro OpenAI e il suo amministratore delegato Sam Altman alla corte federale di San Francisco, accusandoli di essere responsabili della mancata segnalazione dell’autrice della strage alle autorità.

L’azione legale sostituisce una precedente causa depositata il 9 marzo in Canada, alla corte suprema della Columbia britannica, da Cia Edmonds, madre della dodicenne Maya Gebala, sopravvissuta all’attacco riportando gravi ferite alla testa. Con lo spostamento della causa negli Stati Uniti, l’accusa potrebbe aggirare un tetto al risarcimento danni previsto dalla legge canadese, fissato a circa 470 mila dollari. I legali mirano infatti a ottenere almeno un miliardo di dollari dall’azienda.

La strage, avvenuta a febbraio in una scuola, ha causato la morte di 8 persone, tra cui 6 studenti, oltre alla madre e al fratello di 11 anni della responsabile, la diciottenne Jesse Van Rootselaar, che al termine della carneficina si è tolta la vita. Secondo gli atti depositati al tribunale californiano, OpenAI aveva individuato nell’autrice della sparatoria una minaccia già a giugno 2025, ben 8 mesi prima dell’attacco, omettendo di allertare le forze dell’ordine canadesi. La tesi si basa su quanto avrebbero riferito alcuni dipendenti dell’azienda al Wall Street Journal.

L’accusa, infatti, sostiene che i vertici di OpenAI abbiano intenzionalmente tenuto riservato l’allarme lanciato internamente dai propri addetti alla sicurezza, onde evitare di rendere pubblica l’esistenza di conversazioni con richiami alla violenza tra ChatGPT e i suoi utenti. Il fatto, sostengono i famigliari delle vittime, avrebbe arrecato un danno reputazionale all’azienda, che avrebbe potuto compromettere il percorso verso l’Offerta pubblica iniziale (Ipo) della società, la cui valutazione potrebbe toccare i mille miliardi di dollari. I legali affermano che OpenAI si sarebbe limitata a disattivare il primo account di Van Rootselaar, senza implementare sistemi per impedirle di aggirare il blocco e continuare a usare il chatbot con un nuovo account per pianificare la strage.

Dopo aver inizialmente sostenuto che le interazioni dell’assassina con il chatbot non superassero la soglia di rischio stabilita dalle policy aziendali per le segnalazioni alle autorità, OpenAI ha mutato posizione. Sam Altman ha redatto una lettera pubblica di scuse in cui si dichiara “profondamente dispiaciuto” per la mancata segnalazione della ragazza alle autorità. L’avvocato dell’accusa prevede che decine di ulteriori denunce verranno formalizzate nelle prossime settimane per costringere l’azienda ad adottare protocolli di sicurezza vincolanti e trasparenti. (Public Policy Bytes) DVZ