I frigoriferi hackerati e i software obsoleti: l’audizione di Quacivi (Acn)

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ROMA (Public Policy Bytes) – “Il recente evento relativo all’attacco alla catena di distribuzione che ha coinvolto alcuni frigoriferi, con un impatto limitato in Italia ma ampio in Europa, offre un esempio concreto di quanto sia importante intervenire sulla sicurezza dei prodotti e delle tecnologie sin dalla loro progettazione, nonché sull’aggiornamento software. La campagna ha preso di mira i sistemi informatici di gestione degli impianti di refrigerazione di numerosi supermercati, sfruttando dispositivi obsoleti, interfacce di amministrazione direttamente esposte su internet e carenza di meccanismi di autenticazione. In alcuni casi gli attaccanti sono riusciti a intervenire da remoto sui parametri di funzionamento degli impianti: banalmente hanno attivato le funzioni di sbrinamento, forzando i cicli di sbrinamento e provocando quindi l’interruzione della catena del freddo”.

Così il direttore generale dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (Acn) Andrea Quacivi, durante un’audizione in commissione parlamentare d’inchiesta sul Sistema bancario, finanziario e assicurativo.

“La vicenda evidenzia innanzitutto quanto siano fondamentali le misure di sicurezza di base, quali l’applicazione tempestiva degli aggiornamenti, la corretta configurazione dei dispositivi e la prevenzione dell’esposizione diretta su internet degli indirizzi IP, il cosiddetto indirizzamento su rete pubblica. Al contempo richiama l’esigenza di accompagnare progressivamente la sostituzione dei sistemi legacy, non più aggiornabili o supportabili, con soluzioni tecnologiche progettate secondo criteri di sicurezza più evoluti. È proprio su questo piano che assume rilievo il Cyber resilience act (Cra), perché mira a fornire in maniera chiara requisiti di sicurezza e a far sì che gli stessi siano integrati sin dall’origine nei prodotti e mantenuti lungo l’intero ciclo di vita degli stessi”, ha aggiunto. (Public Policy Bytes) DVZ