SpaceX a Wall Street: le tappe di una quotazione record

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ROMA (Public Policy Bytes) – Con l’offerta pubblica iniziale per la quotazione al Nasdaq, SpaceX ha raccolto 75 miliardi di dollari. L’operazione, la più grande nella storia della finanza statunitense, ha permesso al gruppo di Elon Musk di allocare oltre 555 milioni di azioni al prezzo di 135 dollari l’una e ha attribuito alla società aerospaziale una valutazione implicita compresa tra 1,75 e 1,77 migliaia di miliardi di dollari.

Il collocamento fa seguito al deposito del modulo S-1 alla Securities and exchange commission (Sec), l’autorità di vigilanza delle borse degli Stati Uniti. L’assetto della governance societaria non ha subito sostanziali alterazioni, garantendo a Musk, amministratore delegato, il mantenimento del controllo dell’85,1% dei diritti di voto.

I documenti depositati delineano una transizione del modello di business. A fronte di ricavi consolidati per 18,7 miliardi di dollari nel 2025 (+33% su base annua), la divisione di connettività satellitare Starlink rappresenta il traino economico primario, generando il 61% del fatturato. Tuttavia, l’azienda opera in perdita, registrando un rosso netto di 4,94 miliardi di dollari nell’intero anno fiscale 2025.

La flessione della redditività è legata agli ingenti capitali richiesti dai nuovi segmenti operativi. In seguito all’acquisizione di xAI a inizio 2026, infatti, la divisione dedicata all’intelligenza artificiale assorbe oggi il 76% della spesa in conto capitale del gruppo nel primo trimestre del 2026, configurando SpaceX come un fornitore globale di infrastrutture di calcolo integrato terra-spazio.

A sostenere le future prospettive di cassa sono proprio i contratti recentemente stipulati con Anthropic e Google per il noleggio dell’infrastruttura di calcolo di xAI. I documenti Sec confermano che Mountain View si è impegnata a versare 920 milioni di dollari al mese nelle casse di SpaceX per l’accesso a circa 110 mila Gpu Nvidia tra ottobre 2026 e giugno 2029. L’intesa si aggiunge al contratto siglato a maggio con Anthropic, pari a 1,25 miliardi di dollari mensili per la capacità del data center Colossus 1 in Tennessee. In totale, le due partnership cloud genereranno ricavi annualizzati pari a circa 26 miliardi di dollari. (Public Policy Bytes) DVZ