ROMA (Public Policy Bytes) – Al via il viaggio di Donald Trump in Cina, a distanza di 9 anni dalla sua ultima visita nel Paese. In missione con il presidente vi sono i vertici delle principali aziende del tech, della finanza e dell’aerospazio statunitensi, invitati da Trump a partecipare alla 3 giorni dedicata alle relazioni Usa-Cina. Tra i temi cardine della missione istituzionale, infatti, oltre alle tensioni geopolitiche globali e ai dazi, vi saranno la governance dell’intelligenza artificiale e, a questa strettamente correlata, dei semiconduttori.
La delegazione di manager e imprenditori a Pechino vanta la presenza di Jensen Huang (Nvidia), Elon Musk (Tesla e gruppo SpaceX), Tim Cook (Apple), Larry Fink (BlackRock), Stephen Schwarzman, (Blackstone), Kelly Ortberg (Boeing), Brian Sikes (Cargill), Jane Fraser (Citi), Larry Culp (GE Aerospace), David Solomon (Goldman Sachs), Sanjay Mehrotra (Micron), Cristiano Amon (Qualcomm), Dina Powell McCormick (Meta), Jim Anderson (Coherent), Michael Miebach, (Mastercard), Ryan McInerney (Visa), Jacob Thaysen (Illumina). Tra questi, Musk, Cook, Huang e Ortberg hanno viaggiato con il presidente sull’Air force one.
Al gruppo si sarebbe dovuto unire anche l’amministratore delegato di Cisco Chuck Robbins, che ha tuttavia dovuto rinunciare per la concomitanza con la presentazione dei risultati trimestrali dell’azienda. Assenti illustri, stando alla lista diffusa dallo stesso Trump sul suo social Truth, Jeff Bezos (Amazon), Sam Altman (OpenAI), Satya Nadella (Microsoft) e Sundar Pichai (Google).
Secondo alcune indiscrezioni della Cnbc, l’invito a Jensen Huang sarebbe stato recapitato solo a ridosso della partenza. Trump, infatti, avrebbe convocato la guida di Nvidia dopo aver appreso dalla stampa le reazioni negative degli osservatori alla sua esclusione dalla delegazione. Il presidente ha liquidato le voci come “fake news” in un attacco all’emittente su Truth social.
La presenza di Huang denota la rilevanza per la missione di uno dei dossier più critici per le relazioni Washington-Pechino, all’ordine del giorno del vertice con il presidente cinese Xi Jinping. Infatti, sebbene a fine 2025 Trump abbia notevolmente allentato la stretta alle esportazioni verso la Cina delle Gpu del modello H200 di Nvidia per IA e data center, sui chip più performanti dell’azienda vige ancora uno stringente divieto. La rimozione delle restrizioni non ha sortito effetti positivi sulle vendite del prodotto nel Paese, alla luce della linea dettata dal Governo cinese, che intende bilanciare l’acquisto del chip da parte delle sue aziende con l’adozione di controparti sviluppate e prodotte internamente. In quest’ottica, la partecipazione di Huang ai lavori ha come obiettivo principale il raggiungimento di un accordo tra le parti per agevolare la fornitura del chip. (Public Policy Bytes) DVZ
(foto cc White House)




