ROMA (Public Policy Bytes) – YouTube ha raggiunto un accordo extragiudiziale per porre fine a una causa intentata da un minore della Florida che sosteneva che la piattaforma di streaming avesse recato danni alla sua salute mentale. Lo ha annunciato un portavoce di Google, proprietaria del servizio, che non ha tuttavia reso noti i termini dell’intesa.
Il ragazzo sostiene di utilizzare le piattaforme digitali dall’età di 8 anni e che alcuni loro meccanismi atti a indurre dipendenza gli abbiano procurato problemi di insonnia, ansia e depressione. Tra questi vi sarebbero lo scorrimento infinito e la riproduzione automatica dei contenuti. Oltre a YouTube, l’accusa aveva citato in giudizio anche i social di Meta, Snapchat e TikTok che, non avendo raggiunto un accordo con il giovane, andranno a processo a luglio.
La causa è il secondo processo in un tribunale statale della California per danni cagionati da piattaforme social, accusate di essere deliberatamente progettate per generare dipendenza. Il primo caso si è concluso a marzo con una condanna a Meta e YouTube a risarcire una minore rispettivamente di 4,2 e 1,8 milioni di dollari. A marzo Meta è stata condannata a pagare una multa di 375 milioni di dollari da un tribunale di Santa Fè, in New Mexico, nell’ambito di una causa affine, intentata dal procuratore generale dello Stato per “manipolazione algoritmica”.
Nella seconda fase del processo, avviata a maggio, l’accusa intende chiedere alla società che sviluppa Facebook e Instagram di modificare i suoi servizi nel territorio del New Mexico, per escludere le funzioni incriminate. Restano aperte, nei tribunali statali e federali della California, rispettivamente oltre 3.300 e 2.600 cause per dipendenza algoritmica. A luglio Meta andrà a processo anche in Tennessee. (Public Policy Bytes) DVZ




