IA, ok Senato a doc su uso per infrastrutture e logistica

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ROMA (Public Policy Bytes) – La commissione Ambiente del Senato ha approvato il documento conclusivo dell’indagine conoscitiva sull’impiego di tecnologie digitali e intelligenza artificiale nella pianificazione, realizzazione, gestione e monitoraggio delle infrastrutture e dei sistemi logistico-trasportistici. L’indagine, avviata nel settembre 2023, ha coinvolto istituzioni, imprese e mondo accademico al fine di analizzare la transizione verso un ecosistema “cyber-fisico”, in cui le infrastrutture divengono piattaforme attive capaci di produrre dati e ottimizzare processi. Nel dettaglio, l’elaborato evidenzia il superamento della dicotomia tra infrastruttura fisica e digitale, individuando nelle tecnologie abilitanti – tra cui il Building information modelling (Bim), i gemelli digitali, l’internet of things (IoT), il 5G e l’edge computing – i principi strutturanti per la modernizzazione del sistema.

L’analisi si inserisce in un quadro normativo definito a livello europeo dalla direttiva Its (sulla diffusione dei sistemi di trasporto intelligenti nel settore del trasporto stradale e nelle interfacce con altri modi di trasporto) e dai regolamenti sulla mobilità intelligente, e a livello nazionale dagli interventi del Pnrr e dal Codice dei contratti pubblici, che ha introdotto la progressiva obbligatorietà del Bim per appalti sopra determinate soglie. Particolare rilievo è dato alla sperimentazione delle cosiddette smart road e ai sistemi di monitoraggio dinamico per ponti e viadotti, introdotti a seguito del decreto Genova del 2018.

Il documento individua diverse sfide prioritarie: la sicurezza delle infrastrutture (con un parco opere in calcestruzzo armato obsoleto, risalente agli anni ’50-’60), la riduzione dell’incidentalità, l’efficienza della rete logistica e la sostenibilità ambientale. Dall’analisi Swot condotta durante l’indagine emergono alcuni punti di forza e opportunità, quali la presenza di un quadro strategico coerente e l’accesso ai fondi Pnrr, contrapposti a criticità strutturali come la disomogeneità territoriale, la carenza di competenze digitali nella Pa e la frammentazione normativa. Tra le minacce, il testo segnala l’aumento dell’esposizione al rischio cyber (weaponized infrastructure) e la possibile dipendenza tecnologica da attori esterni.

A conclusione dell’indagine, la commissione ha dunque formulato 4 proposte operative per indirizzare la politica industriale e territoriale del settore. In primo luogo, viene avanzato un Piano straordinario di rigenerazione e digitalizzazione delle opere d’arte – definite “il cuore fragile dell’infrastruttura nazionale” – per “superare l’attuale frammentazione degli interventi e passare da una logica reattiva a una manutenzione predittiva, basata su criteri oggettivi e tecnologie avanzate”.

La commissione propone poi la costruzione di “un ecosistema nazionale per la logistica aumentata, facendo leva su automazione, smart roads, connettività e nuove competenze, affinché la logistica diventi una leva attiva di politica economica”.

La terza proposta delinea la creazione di un Mobility, infrastructures & logistics data space: “Una piattaforma federata del dato pubblico e privato, condizione abilitante per ogni forma di pianificazione efficace, innovazione di servizio, interoperabilità e trasparenza”.

Viene infine proposto, anche alla luce del contesto europeo, lo sviluppo di “un ecosistema digitale per il trasporto intermodale, con particolare attenzione alla portualità”, con l’obiettivo di “anticipare l’attuazione del regolamento europeo eFTI (informazioni elettroniche sul trasporto merci), dotando il Paese di un’infrastruttura digitale interoperabile, capace di integrare porti, ferrovie e logistica terrestre nel mercato unico europeo”. (Public Policy Bytes) DVZ