ROMA (Public Policy Bytes) – La deputata di Azione Giulia Pastorella ha presentato un’interpellanza urgente al ministro dell’Interno per richiedere informazioni sulla vicenda della presunta compromissione di alcuni indirizzi di posta elettronica certificata del Viminale, che sarebbero stati utilizzati da cybercriminali per truffare la banca Revolut, ottenendo dati personali e finanziari dei suoi correntisti.
“Secondo le notizie pubblicate – si legge nel testo depositato da Pastorella – tra le informazioni trasmesse figurerebbero dati anagrafici e professionali, indirizzi e recapiti, copie di documenti di identità, fotografie utilizzate per la verifica dell’identità, coordinate bancarie, estratti conto, storico dei prelievi e delle transazioni”.
“Ulteriori elementi riportati dalla stampa, compresi degli screenshot forniti dagli stessi hacker, rendono il quadro potenzialmente ancora più grave: il gruppo che avrebbe realizzato l’operazione sostiene infatti di aver avuto per diversi mesi accesso ad alcune caselle mail con indirizzo “@pec.interno.it” e “@interno.it” riconducibili al ministero dell’Interno italiano e afferma di aver acquisito una considerevole quantità di documenti, messaggi di posta elettronica e altro materiale”, aggiunge la deputata.
“Tali circostanze derivano, allo stato, dalle dichiarazioni degli stessi presunti autori dell’attacco e non risultano confermate dalle autorità italiane. Secondo quanto riportato dalla stampa, tra i campioni di materiale mostrati dagli attaccanti comparirebbero anche messaggi e indirizzi riconducibili a domini istituzionali della Polizia di Stato e dell’amministrazione giudiziaria, nonché riferimenti e nomenclature proprie delle comunicazioni relative a procedimenti giudiziari”, prosegue.
L’interpellanza è dunque volta ad “accertare con la massima urgenza non soltanto le modalità con cui sarebbe avvenuta l’eventuale compromissione, ma anche per quanto tempo i sistemi siano rimasti accessibili a soggetti non autorizzati, quante comunicazioni fraudolente siano state inviate attraverso account istituzionali compromessi, quali soggetti ne siano stati destinatari e se altre imprese, oltre a Revolut, abbiano trasmesso dati personali o informazioni riservate ritenendo autentiche le richieste ricevute”. (Public Policy Bytes) DVZ




