ROMA (Public Policy Bytes) – Al via il processo per la causa intentata dal procuratore generale del Tennessee nei confronti di Meta, in cui il gruppo di Menlo Park è chiamato a rispondere dell’accusa di aver deliberatamente progettato gli algoritmi di Facebook e Instagram per indurre dipendenza nei minori.
Il processo di Nashville è il primo di una serie di azioni legali che l’azienda dovrà affrontare nei prossimi mesi, dopo aver riportato due condanne in California e New Mexico in primavera. La pubblica accusa, nel caso del Tennessee, sostiene che il presunto comportamento di Meta violi le leggi statali sulla protezione dei consumatori e inganni gli utenti circa l’effettiva sicurezza delle sue piattaforme.
Il procuratore Jonathan Skrmetti accusa la società di essersi appositamente astenuta dal divulgare ricerche condotte internamente e che dimostrerebbero i danni che alcune funzioni algoritmiche dei suoi social media possono cagionare ai più giovani. Tra queste figurano la riproduzione automatica dei video e lo scorrimento infinito di contenuti sulla bacheca degli utenti, proposti profilandone gusti, abitudini e preferenze individuali. Negli atti depositati dalla procura si sostiene che l’amministratore delegato di Meta, Mark Zuckerberg, sia stato a più riprese informato dai propri dipendenti sui rischi delle piattaforme per la salute dei minori, ma si sia rifiutato di stanziare fondi per mitigarli, rilasciando inoltre dichiarazioni pubbliche fuorvianti sulla quantità di contenuti nocivi presenti sui servizi.
Oltre a sanzioni fino a mille dollari per ciascuna violazione contestata, l’accusa intende chiedere alla corte un’ingiunzione che obblighi l’azienda a modificare l’architettura algoritmica dei suoi servizi, alterando di fatto il funzionamento delle popolari app. La durata del dibattimento in Tennessee è stimata in circa 7 settimane. Parallelamente, il 27 luglio avrà inizio il processo per una causa intentata da un quindicenne della Florida che accusa Meta e Snapchat di aver compromesso la sua salute mentale. Il 18 agosto sarà la volta di un processo federale, dibattuto in California, che riunisce le denunce sporte da 29 degli Stati Uniti contro Meta per violazione delle leggi federali sulla protezione dei dati dei minori. Complessivamente, qualora condannato in ogni istanza, il gruppo potrebbe trovarsi a sborsare fino a un massimo di 1.400 miliardi di dollari di risarcimenti.
Lo scorso marzo la società guidata da Zuckerberg era stata condannata in California a versare 4,2 milioni di dollari a favore di una ventenne per ragioni affini e il tribunale di Santa Fé, in New Mexico, le aveva irrorato una sanzione di 375 milioni in un processo intentato dal procuratore federale dello Stato. Nella seconda fase del caso, attualmente in corso, l’accusa chiede che Meta venga condannata a rimuovere contenuti e algoritmi considerati nocivi dai suoi servizi nello Stato. (Public Policy Bytes) DVZ




