di David Allegranti
ROMA (Public Policy) – Il caso Roggero piomba sulla campagna elettorale, già avviata, per le elezioni politiche del 2027. Il gioielliere condannato a 14 anni e 9 mesi per aver ucciso due rapinatori è al centro del dibattito pubblico della destra, con Fratelli d’Italia e Lega impegnati in una gara a chi solidarizza di più e a tirare la giacchetta al presidente della Repubblica Sergio Mattarella (che non sembra gradire). La Lega si spinge persino a dire di voler candidare Mario Roggero alle prossime elezioni politiche, anche se non è possibile. Lo dice la legge. Quando una pena supera i 5 anni di reclusione è prevista di diritto la pena accessoria dell’interdizione perpetua dai pubblici uffici che comporta la perdita del diritto di elettorato attivo e passivo e, osserva l’avvocata Emilia Rossi, “non viene meno nemmeno con la grazia”. Lo dicono gli articoli 28 e 29 del codice penale in vigore dal 1930.
Il partito di Matteo Salvini – che già stato due volte a Bollate a trovare Roggero, seguito dal capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera Galeazzo Bignami – intende però andare avanti. Ha appena depositato un provvedimento, a prima firma Claudio Borghi, senatore, che punta a modificare la legge sulla legittima difesa, integrando quanto previsto dall’articolo 52 del codice penale: “In caso di aggressione a mano armata all’interno del proprio domicilio o del proprio esercizio commerciale, professionale o imprenditoriale, qualsiasi reazione posta in essere nell’immediatezza del fatto da chi subisce l’aggressione è non punibile, indipendentemente dalla proporzionalità dei mezzi usati, dalla persistenza del pericolo e dalla natura strettamente difensiva della condotta”, c’è scritto nella proposta di legge Borghi. “Se tutti voteranno questa Pdl che ho fatto depositare, il giorno dopo il gioielliere Roggero sarà libero per il principio della retroattività illimitata dell’abolizione del reato. Senza bisogno di chiedere nulla a Mattarella”, scrive il senatore Borghi sui social presentando l’iniziativa.
Forza Italia però non ne è affatto convinta e invita alla cautela: “Leggeremo con attenzione l’annunciata proposta di modifica della legittima difesa, ma riteniamo che un legislatore scrupoloso non debba assumere decisioni sull’onda emotiva dei fatti di cronaca. Lo Stato di diritto richiede norme scritte con equilibrio e ponderazione, destinate a durare, e non estemporanee reazioni a vicende di rilievo mediatico. Consiglierei di evitare fughe in avanti, peraltro su un tema già ampiamente dibattuto in Parlamento nelle precedenti legislature”, dice all’Ansa il capogruppo di FI alla Camera Enrico Costa, per nulla incline a dare seguito alle pulsioni populiste sul diritto.
Come finirà ancora non è chiaro. Intanto registriamo che il presidente Mattarella si è spazientito per l’improvvida iniziativa del ministro della Giustizia Carlo Nordio, quasi che volesse dare lui, Nordio, la grazia a Roggero. Un provvedimento che invece è prerogativa del presidente della Repubblica.
Il rischio adesso è che il gioielliere diventi un marchio, un simbolo di contesa politica in vista delle elezioni dell’anno prossimo. Al punto tale che non diventa più così importante il suo destino quanto poterlo schierare, come una figurina, per cercare consenso elettorale. Anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni è intervenuta, sui social, sul tema affrontando la questione dei risarcimenti alle famiglie dei due rapinatori uccisi: “Mi aggredisci. Mi difendo. E dovrei risarcirti io? Non è giusto. Con l’ultimo ddl Sicurezza introduciamo una regola di puro buon senso: chi subisce un danno mentre sta commettendo un reato non può chiedere alcun risarcimento, né possono farlo i suoi familiari. Chi viola la legge non può pretendere di essere risarcito da chi si è difeso. Lo Stato sta dalla parte delle persone perbene. Non dei criminali”.
Con la retorica della difesa “sempre legittima” si danno messaggi sbagliati ai giustizieri privati, che potrebbero trovare molte sponde in una maggioranza a caccia di facile consenso anche a scapito di chi non vorrebbe vivere nel far west. (Public Policy)
@davidallegranti





