di Marta Borghese
ROMA (Public Policy) – “Valutato positivamente il contenuto degli schemi di intesa in esame”, il Senato impegna il Governo “a proseguire nel percorso di attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia” alla Regioni Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto “nelle materie ‘protezione civile’, ‘professioni’ e ‘previdenza complementare e integrativa’, nonché nella materia ‘tutela della salute-coordinamento della finanza pubblica’”.
È quanto si legge nelle risoluzioni di maggioranza licenziate ieri dall’aula del Senato sulle pre-intese tra Governo e Regioni per l’attribuzione di ulteriori forme di autonomia.
Le proposte sono state presentate in commissione dai senatori Stefania Pucciarelli (Lega) e Daniela Ternullo (FI), relatrici del documento per la Regione Liguria; Mariastella Gelmini (Nm) e Daisy Pirovano (Lega), relatrici dei documento sulla Lombardia; Mario Occhiuto (FI) e Cinzia Pellegrino (FdI), relatori dei provvedimenti sul Piemonte e Domenica Spinelli (FdI) e Paolo Tosato (Lega), relatori dei documenti relativi al Veneto.
Licenziati dalla 1a commissione, i provvedimenti sono poi stati approvati ieri dall’aula di Palazzo Madama. I documenti (non vincolanti) impegnano il Governo ad integrare l’articolo in materia “di ‘tutela della salute-coordinamento della finanza pubblica’” con il richiamo al monitoraggio previsto dalla legge sull’autonomia differenziata, così – si legge – “da ribadire l’obbligo, per la commissione paritetica, di fornire alle Camere (nonché alla conferenza unificata) adeguata informativa degli esiti della valutazione degli oneri finanziari derivanti dall’esercizio delle funzioni previste dall’intesa”.
Il Senato impegna inoltre il Governo “ad integrare le premesse degli schemi di intesa, al fine di fare emergere esplicitamente le forme di consultazione degli enti locali e i successivi meccanismi di coinvolgimento realizzati dalla Regione nel corso dei negoziati”.
Tra le altre richieste, quella di integrare gli schemi di pre intesa “con il riferimento all’articolo 120 della Costituzione, che legittima il Governo a sostituirsi a organi delle Regioni, delle Città metropolitane, delle Province e dei Comuni, nel caso di mancato rispetto di norme e trattati internazionali o della normativa comunitaria oppure di pericolo grave per l’incolumità e la sicurezza pubblica, ovvero quando lo richiedono la tutela dell’unità giuridica o dell’unità economica e, in particolare, la tutela dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, prescindendo dai confini territoriali delle amministrazioni locali”.
Ancora, si impegna il Governo “a procedere all’individuazione, ove esistenti, delle disposizioni di legge statale che cessano di avere efficacia nel territorio regionale” e “sulla base dell’esperienza istruttoria e tenendo conto delle best practice europee, ad avviare una riflessione più ampia circa gli strumenti istruttori di verifica dell’adeguatezza del livello territoriale cui è attribuita la funzione, anche valutando eventuali modifiche della disciplina attuale che regola l’Analisi di impatto della regolazione (Air)”.
Come peraltro richiesto dall’Upb nel corso della sua audizione, il Senato impegna poi il Governo “a proseguire nel percorso di completamento del federalismo fiscale, attraverso la fiscalizzazione dei trasferimenti statali nelle materie di competenza regionale e l’istituzione del fondo perequativo previsto”.
Precluse, sia in commissione sia in aula, le proposte di risoluzione alternative a quelle dei relatori sottoscritte da Pd, M5s, Avs e Iv. (Public Policy)
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