ROMA – (Public Policy Bytes) In Malesia è in vigore da oggi il divieto di iscrizione ai social media per i minori di 16 anni. A prevederlo è l’Online safety act, introdotto dal governo di Kuala Lumpur nel 2025 al fine di contrastare l’esposizione dei ragazzi a rischi e contenuti nocivi nell’ambiente digitale. Il Paese asiatico si unisce così ad Australia e Indonesia, primi Stati al mondo ad aver regolamentato la presenza degli adolescenti online, mentre cresce la lista dei governi che hanno annunciato provvedimenti affini.
Per accertare che l’utente disponga dei nuovi requisiti di legge per la navigazione, la norma malese ricorre a rigorosi metodi di verifica digitale dell’età. La disposizione introduce l’obbligo in capo alle piattaforme di “garantire che tali misure siano efficaci, adeguate e conformi alle normative e agli standard malesi vigenti in materia di sicurezza, privacy e protezione degli utenti”, scrive in una nota la Commissione malese per le comunicazioni e i media, deputata alla vigilanza sull’applicazione della misura. A tal fine, spiega il garante, le piattaforme dovranno richiedere agli utenti di esibire un documento di identità valido. Il provvedimento è rivolto a tutti i servizi di social media e messaggistica istantanea, comprese dunque Facebook, Instagram, Tik Tok e YouTube.
La previsione dell’Online safety act in vigore da oggi dispone il divieto di creazione di nuovi account, mentre alle piattaforme è concesso un periodo di 6 mesi per adeguarsi alle nuove disposizioni con riferimento ai profili già esistenti. Per le aziende che violeranno gli obblighi sono previste sanzioni fino a un massimo di circa 2,1 milioni di euro. (Public Policy Bytes) DVZ




