ROMA (Public Policy Bytes) – Il procuratore generale della Florida James Uthmeier ha intentato un’azione legale contro OpenAI e il suo amministratore delegato Sam Altman, accusando la startup di intelligenza artificiale di aver anteposto il profitto alla sicurezza e di aver promosso consapevolmente un prodotto potenzialmente dannoso per i suoi utenti. Secondo il procuratore, la rapida crescita di OpenAI sarebbe ascrivibile a uno sfruttamento sistematico della sicurezza e dei dati degli utenti al fine di incrementare il valore di mercato della società. L’accusa richiede dunque un’ingiunzione del tribunale e sanzioni economiche nei confronti della società che sviluppa ChatGPT, puntando a ritenere Altman personalmente responsabile per i danni causati agli utenti nel territorio della Florida. Il nuovo procedimento, di natura civile, giunge parallelamente a un’indagine penale sull’azienda avviata dallo stesso Uthmeier ad aprile.
La causa contesta a OpenAI quattro capi d’accusa per pratiche commerciali ingannevoli e sleali, due per negligenza, due per violazione delle leggi sulla responsabilità del prodotto, e uno per dichiarazioni fraudolente e disturbo della quiete pubblica. La denuncia sostiene che i sistemi di OpenAI costituiscano un “grave pericolo di causare dipendenza, declino cognitivo, istigazione al suicidio e violenza”. Inoltre, l’accusa fa leva sulla nota tendenza del chatbot di IA ad assecondare gli utenti, pratica che incentiverebbe lo sviluppo di un pericoloso attaccamento psicologico al servizio, finalizzato a massimizzarne l’utilizzo e raccogliere più dati di addestramento possibili dagli utenti.
Nel testo dell’azione promossa dal procuratore generale della Florida vengono citati casi specifici in cui ChatGPT avrebbe compromesso la sicurezza pubblica; tra questi, il suo presunto utilizzo nella pianificazione di una sparatoria di massa alla Florida State University. Vengono inoltre riportati casi in cui il chatbot avrebbe fornito consigli nocivi in campo medico a un adolescente, a cui ChatGPT avrebbe suggerito di assumere contemporaneamente kratom – nuova droga con status legale e di libera vendita negli Stati Uniti – e ansiolitici. La famiglia sostiene che tale indicazione avrebbe causato la morte del ragazzo.
La querela di Uthmeier si inserisce in una lista crescente di contenziosi legali che la startup californiana si trova ad affrontare. Tra questi figura il caso della sparatoria di febbraio in una scuola di Tumbler Ridge, in Canada, in cui hanno perso la vita 8 persone. Ad aprile i familiari delle vittime hanno sporto denuncia contro Altman e l’azienda, ritenendoli responsabili della mancata segnalazione dell’autrice della strage alle autorità.
Secondo gli atti, OpenAI avrebbe ritenuto l’autrice della sparatoria una minaccia già a giugno 2025, ben 8 mesi prima del compimento della strage, omettendo di allertare le forze dell’ordine canadesi. La tesi si basa su quanto avrebbero riferito alcuni dipendenti dell’azienda al Wall Street Journal. L’accusa sostiene che i vertici della società abbiano intenzionalmente tenuto riservato l’allarme lanciato internamente dai propri addetti alla sicurezza, onde evitare di rendere pubblica l’esistenza di conversazioni con richiami alla violenza tra ChatGPT e i suoi utenti. Il fatto, sostengono i famigliari delle vittime, avrebbe arrecato un danno reputazionale all’azienda, che avrebbe potuto compromettere il percorso verso l’Offerta pubblica iniziale (Ipo) della società, la cui valutazione potrebbe toccare i mille miliardi di dollari. (Public Policy Bytes) DVZ




