ROMA (Public Policy Bytes) – L’inserimento di Anthropic nella black list delle aziende che costituiscono un rischio per la catena di approvvigionamento degli Stati Uniti da parte del Pentagono è stato “illegale e infondato” e ha causato una ritorsione incostituzionale ai danni della startup di intelligenza artificiale. A stabilirlo, definitivamente, è la giudice distrettuale statunitense Rita Lin, che ha così annullato la designazione avvenuta a febbraio da parte dell’amministrazione Trump, dopo averla già bloccata in via provvisoria a marzo.
La rottura tra l’azienda che sviluppa Claude e il dipartimento della Guerra ha origine nel rifiuto di Anthropic di rimuovere due clausole di salvaguardia dal proprio contratto di fornitura stipulato con Washington nel luglio 2025. La società si era infatti rifiutata di autorizzare l’uso delle sue tecnologie di IA per condurre operazioni di sorveglianza di massa sui cittadini statunitensi o per controllare sistemi d’arma completamente autonomi e privi di supervisione e controllo umani. Per effetto dell’inserimento nella black list, il Pentagono e tutti i suoi fornitori hanno dovuto dismettere l’uso di ogni strumento basato sui modelli di IA dell’azienda di Dario Amodei per scopi militari.
Respingendo la motivazione addotta del Pentagono, la giudice Lin ha deliberato che “la vana invocazione della sicurezza nazionale non è un assegno in bianco per punire e vendicarsi contro chi è critico del governo”, annullando la decisione del 27 febbraio che escludeva Anthropic dai contratti federali. Nonostante la vittoria riportata, la battaglia legale tra Anthropic e l’amministrazione Trump prosegue con una causa separata e volta ad annullare un’altra classificazione del Pentagono che potrebbe escludere l’azienda dagli appalti governativi civili. (Public Policy Bytes) DVZ




