Cosa aspettarsi dal Consiglio europeo: dal Qfp alla Cina

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BRUXELLES (Public Policy Europe) – Prossimo Quadro finanziario pluriennale (Qfp 2028-2034) e Cina saranno i due argomenti principali attorno ai quali si svolgerà il Consiglio europeo in programma giovedì 18 e venerdì 19 giugno. Non a caso, sono anche quelli sui quali la bozza di conclusioni che in questi giorni sta circolando non fornisce dettagli, anche per consentire un dibattito più aperto tra i leader.

La Cina verrà affrontata domani durante la cena, quando i leader parleranno dei cossidetti squilibri mancroeconomici. In questi anni, Pechino ha accumulato una sovracapacità produttiva enorme, capace di destabilizzare i mercati europei, insieme alla concorrenza sleale cinese. “Il disequilibrio è diventato insostenibile. Bisogna agire e sulle azioni da mettere in campo va trovato il giusto equilibrio”, riferisce un diplomatico, ribadendo la volontà dell’Ue di procedere con un derisking, piuttosto che con un disaccoppiamento. L’idea – come rifescono fonti diplomatiche – è quella di condividere una valutazione comune del problema, per poi valutare gli strumenti già in possesso dell’Ue per riequilibrare il sistema e, eventualmente, incaricare la Commissione di presentare nuove proposte. Diverse fonti precisano che lo strumento d’azione principale resterà il dialogo, seppure con delle leve.

Il prossimo Qfp verrà affrontato dai leader Ue venerdì mattina. Più di una fonte diplomatica ha sottolineato che la volontà comune è quella di trovare un accordo tra gli Stati membri entro la fine dell’anno. La proposta di mandato negoziale con le cifre (negobox) proposta dalla presidenza cipriota la settimana scorsa servirà da base per la discussione. Ancora una volta, la discussione verterà sul tema delle nuove risorse proprie. “Per ottobre vogliamo vedere consolidato il lavoro sulle nuove risorse proprie”, spiega in diplomatico, riferendosi alla prossima scadenza nel negoziato interno al Consiglio sul prossimo Qfp. A ottobre la presidenza irlandese dovrebbe infatti presentare una seconda versione della negobox. La discussione potrebbe riguardare soprattutto tre proposte arrivate dal Parlamento europeo: una nuova tassa digitale sulle big tech (anche se appare improbabile trovare l’unanimità su una tassa del genere); una tassa sul gioco d’azzardo online; e una tassa sulle criptovalute. “è il momento di approfondire l’insieme delle possibilità”, sottolinea un diplomatico.

Gli altri temi in agenda sono meno divisivi e non sono previste discussioni accese: Iran e Medio Oriente, con gli ultimi sviluppi sul campo che alimenteranno il dibattito; Difesa, tornata in agenda dopo i recenti incidenti che hanno coinvolto la Romania e Paesi Baltici; l’allargamento, con il ritrovato slancio su Moldavia, Ucraina e Balcani; Ucraina, con la caduta dei veti ungheresi e lo sblocco dei negoziati di adesione e del prestito da 90 miliardi. Su quest’ultimo punto, le conclusioni dovrebbero tornare ad essere approvate all’unanimità. (Public Policy Europe) NAF