BRUXELLES (Public Policy Bytes) – Si applica da domenica 1° novembre 2026 in tutta l’Unione europea la tassa di 2 euro sulle spedizioni di prodotti fino a 150 euro provenienti da Paesi extra-Ue stabilita dal nuovo codice doganale. Questa “imposta di trattamento” serve a coprire i costi sostenuti dalle autorità doganali per i controlli e il monitoraggio legati alla gestione dei piccoli pacchi. Si aggiunge al regime transitorio in vigore fino al 1° luglio 2028 che impone l’applicazione su questi pacchi di un dazio di 3 euro. Dopo questa data, necessaria per permettere la piena operatività della piattaforma per i dati doganali Ue, ai pacchi fino a 150 euro verranno applicate le tariffe doganali ordinarie.
Il dazio di 3 euro temporaneamente applicato riguarda ciascuna categoria di merci, non il singolo pacco. A un pacco che contiene tre categorie di articoli diverse sarà applicato un dazio di 3 euro per ciascuno di essi.
Il codice doganale dell’Unione, nella sua versione aggiornata, stabilisce che spetta alle piattaforme di commercio elettronico con sede in Paesi terzi – e non al consumatore finale nell’Ue – la responsabilità di garantire l’espletamento di tutte le formalità doganali e il pagamento dei relativi dazi. Gli operatori di commercio elettronico che vengono meno, in modo reiterato, ai propri obblighi – come, ad esempio, assicurare il rispetto delle norme dell’Ue e il pagamento dei dazi dovuti – sono soggetti a sanzioni pecuniarie. Nei casi più gravi, si può arrivare a multe che possono raggiungere il 6% del valore annuo delle importazioni dell’impresa nell’anno precedente, alla perdita di determinati privilegi doganali e persino a restrizioni all’accesso alle piattaforme online. (Public Policy Bytes) GMA




