ROMA (Public Policy) – È cominciata mercoledì, in commissione Affari costituzionali al Senato, la discussione generale sul ddl Roma Capitale, su cui si è concluso la scorsa settimana il ciclo di audizioni, che ha visto l’intervento, tra gli altri, del sindaco Roberto Gualtieri e dell’ex sindaca Virginia Raggi.
A seguire i lavori, in commissione, la ministra per le Riforme Maria Elisabetta Alberti Casellati, mentre relatore del testo è il presidente Andrea De Priamo (FdI).
Il testo – si ricorda – si trova al Senato in seconda lettura ed era stato licenziato dalla Camera con l’ok dei partiti di maggioranza, al termine di una mediazione con la Lega che aveva chiesto la previsione di una maggiore autonomia anche per le altre grandi città.
“La legge dello Stato può attribuire ai Comuni capoluogo delle Città metropolitane ulteriori e specifiche funzioni amministrative sulla base dei princìpi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza”, è il passaggio aggiunto dopo la mediazione.
Alla Camera, poi, era però venuto a mancare il sostegno di Pd e Iv, che pure erano stati tra i gruppi promotori dell’iniziativa per attribuire ulteriori poteri alla città di Roma. Da un lato, infatti, vi era la contrarietà di M5s e Avs, dall’altro la necessità – secondo quanto spiegato allora dai gruppi – di avere maggiori garanzie sulle risorse necessarie per l’attuazione.
Trattandosi di una modifica costituzionale, infatti, solo il sostegno dei due terzi dell’aula potrà consentire di evitare il referendum costituzionale. Il testo dovrà essere sottoposto alle 4 letture parlamentari previste per le modifiche della Carta costituzionale e il sostegno dei due terzi andrà trovato entro le ultime due letture.
Martedì 10 novembre alle 15 è intanto stato fissato il termine per la presentazione degli emendamenti. (Public Policy) MAR





