ROMA (Public Policy Bytes) – Firmato alla Casa Bianca il Ratepayer protection pledge, accordo tra l’amministrazione Trump e le principali aziende statunitensi di intelligenza artificiale volto a “proteggere gli utenti” delle compagnie energetiche, quali cittadini e piccole e medie imprese, dai rincari imputabili al boom del fabbisogno di elettricità dei data center.
Il patto, annunciato da Trump durante il discorso sullo stato dell’Unione del 24 febbraio, è stato siglato da Google, Amazon, Meta, Oracle, Microsoft, xAI e OpenAI e impegna le aziende aderenti a “costruirsi le proprie centrali elettriche” per non gravare sulla rete – ha sottolineato il presidente – pur senza il potere di vincolarle legalmente a rispettarne le disposizioni.
Il nodo sarebbe proprio la rete elettrica, definita da Trump “obsoleta” e “non in grado di sostenere livelli di consumo così elevati, che si prevede triplicheranno entro il 2035” – ha commentato durante la conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa. Con la sottoscrizione del patto – ritiene invece il presidente – le aziende si “impegno a sostenere interamente i costi relativi all’incremento della produzione di elettricità”, senza che gli investimenti per il potenziamento e l’ammodernamento della rete ricadano sugli operatori. In cambio, la Casa Bianca garantisce ai firmatari “il rapido ottenimento dei permessi per costruire i propri impianti, in 2 o 3, massimo 4 settimane”, in accordo con il dipartimento dell’Energia.
“Con una rete così vecchia – ha ribadito – le aziende del settore non possono riuscire nel loro intento”, in un ambito “cruciale” per la sicurezza nazionale in cui “gli Stati Uniti devono dominare e mantenere il loro vantaggio sulla Cina e sugli altri concorrenti”. Di conseguenza, hanno acconsentito a stringere il patto perché “non hanno altre opzioni” – sostiene. “Non è una questione di costi: semplicemente, non ci sarebbe stato altro modo per loro di ricavare tutta l’energia di cui hanno bisogno da una rete così obsoleta, di cui è impossibile raddoppiare la capacità nel giro di pochi mesi”.
Punto chiave dell’intesa è anche l’impegno da parte delle big tech a investire nelle comunità che ospitano data center, “occupandosi di formazione e assicurando posti di lavoro qualificati ai cittadini americani, tra cui elettricisti, ingegneri, tecnici Hvac, operai delle centrali elettriche, idraulici e saldatori” – garantisce Trump.
A tal riguardo, nel corso della presentazione, Meta ha annunciato “un progetto pilota in Ohio per formare tecnici della fibra ottica, con un corso formativo di 4 settimane al termine del quale si ottiene una qualifica professionale e un impiego garantito nell’azienda”. Parimenti, Google ha dichiarato che si impegna a “formare 100mila lavoratori del settore elettrico e 30mila nuovi apprendisti in tutto il Paese”, ricordando che, “per ogni posto di lavoro che l’azienda crea in un data center di Google, ne nascono altri 9 nelle comunità locali”. (Public Policy Bytes) DVZ




