ROMA (Public Policy Bytes) – In vigore dal 9 marzo 2026 in Australia l’obbligo di verifica dell’età per l’accesso a tutti i siti web e le piattaforme digitali che ospitano contenuti vietati ai minorenni. Non solo siti porno, spiega la eSafety Commissioner, autorità per le garanzie nelle comunicazioni digitali: i nuovi “codici per la sicurezza online” prevedono l’introduzione di “adeguati sistemi” per accertare la maggiore età dell’utente anche su chatbot di intelligenza artificiale, app store, giochi online, servizi di messaggistica e motori di ricerca. Tra gli strumenti validi allo scopo – si legge in una nota dell’authority – rientrano l’esibizione di carta d’identità o di credito e la scansione biometrica.
A differenza dei servizi pornografici, per il quale viene disposto un obbligo di verifica al momento dell’accesso, gli altri siti e piattaforme interessati – come i chatbot, gli app store e i motori di ricerca – dovranno accertare la maggiore età degli utenti solo nel caso in cui questi intendano accedere a contenuti riservati agli adulti.
Nel caso dei chatbot di IA – spiega eSafety – la verifica si rende necessaria per “mostrare contenuti sessuali, violenti o di autolesionismo”, così come i motori di ricerca hanno l’obbligo di “oscurare di default i risultati contenenti pornografia o violenza per gli utenti che non hanno effettuato il login e per i minori, con le ricerche su suicidio o disturbi alimentari che forniranno collegamenti a servizi di assistenza”. Stesso meccanismo per gli app store, che devono procedere alla verifica per il download di applicazioni rivolte a un pubblico di soli adulti, e per le piattaforme che ospitano videogiochi classificati 18+.
La norma introdotta dal Governo del premier Anthony Albanese, che lo scorso dicembre è diventato il primo al mondo ad adottare il divieto d’accesso ai social media ai minori di 16 anni, prevede sanzioni ai servizi contravventori di circa 30 milioni di euro per ciascuna violazione.
In reazione al provvedimento, crescono nel Paese i tentativi degli utenti di aggirare l’obbligo. Una classifica diffusa da Apple certifica che 3 delle 15 app attualmente più scaricate su iPhone in Australia sono VPN, utili a cambiare l’indirizzo IP per simulare una connessione proveniente da fuori l’Australia e superare i blocchi disposti dai siti su base geografica. Nello specifico, secondo le rilevazioni di Sensor Tower, Proton VPN è salita dal 174esimo al 19esimo, mentre NordVPN è passata dal 189esimo al 13esimo e VPN Super Unlimited Proxy è balzata dal 40esimo al settimo posto nella classifica della app gratuite per iPhone. (Public Policy Bytes) DVZ




