ROMA (Public Policy Bytes) – La Commissione Ue sarebbe in procinto di proporre un divieto d’accesso a social media, chatbot di intelligenza artificiale e videogiochi online ai minori di 15 anni. Lo riporta Reuters, che ha preso visione di una bozza di regolamento dell’Esecutivo Ue, la cui presentazione al pubblico è prevista per il 17 settembre.
La presidente della Commissione Ursula von der Leyen, secondo quanto riferito da Public Policy Europe, dovrebbe anticipare alcuni dettagli dello Eu Kids Act – tale il nome della proposta – già il 16 settembre, in occasione del suo discorso sullo stato dell’Unione.
In linea con quanto dichiarato in merito da von der Leyen a luglio, il pacchetto dovrebbe prevedere un accesso graduale degli adolescenti alle piattaforme digitali in base all’età e al tipo di servizio. I ragazzi di età compresa tra i 15 e i 18 anni – secondo il testo ottenuto da Reuters – potranno creare dei propri account social, mentre per i minori tra i 13 e i 14 anni sarà necessaria l’autorizzazione dei genitori per aprire dei profili “introduttivi”, ossia soggetti a più elevate restrizioni. Tra queste dovrebbero rientrare dei limiti al tempo di utilizzo giornaliero e alle interazioni dei ragazzi con altri individui online. Per i bambini tra i 3 e i 12 anni, infine, i profili dovrebbero essere gestiti esclusivamente dai genitori e dotati di stringenti misure di parental control che garantirebbero l’esposizione esclusivamente a contenuti destinati ai più piccoli, attraverso l’imposizione di rigorosi standard di sicurezza in capo alle piattaforme.
Alle piattaforme dovrebbe spettare anche l’implementazione di efficaci sistemi di verifica dell’età, nonché il versamento di una nuova tassa volta a finanziare le attività di controllo e vigilanza degli organi di regolamentazione di Bruxelles. (Public Policy Bytes) DVZ




