Legge elettorale, via libera dal Senato. Torna a Montecitorio

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ROMA (Public Policy) – L’aula del Senato ha approvato, in seconda lettura, la legge elettorale. I voti favorevoli sono stati 113, i contrari 71, gli astenuti 2. Durante l’iter al Senato in seconda lettura, si ricorda, sono state apportate alcune modifiche al testo, che tornerà ora alla Camera, dove è atteso in aula a partire dal 28 settembre (con attesa fiducia).

Quanto alle modifiche apportate a Palazzo Madama, si segnala in primis l’introduzione delle preferenze con capolista bloccato e tre crocette (e senza quote di genere tra i capilista). Modificata anche la composizione del collegio di Bolzano ed estesa ai caregiver familiari la possibilità di votare fuori sede, purché però il familiare assistito sia ricoverato in una struttura situata in una Regione diversa da quella di residenza.

A far tuttora discutere è però soprattutto la modifica della cosiddetta norma “anti cespugli” o “anti frammentazione”.

È infatti stata eliminata la soglia al di sotto della quale un partito coalizzato contribuisce al risultato elettorale della coalizione per l’attribuzione del premio, ma è stata contemporaneamente rivista la disciplina delle firme da raccogliere. I partiti fuori dal Parlamento, rispetto alle attuali 1.500, dovranno raccogliere 6.000 firme per la presentazione delle liste, raccolta firme da cui sono esentati, invece, i partiti già in Parlamento.

Nell’aula del Senato sono intervenuti in dichiarazione di voto leader (Carlo Calenda per Az e Matteo Renzi per Iv) e i capigruppo di opposizione (Francesco Boccia per il Pd, Peppe De Cristofaro per il Misto-Avs, Luca Pirondini per il M5s, che ha anche esposto un cartello in aula durante il suo intervento ed è stato richiamato dal presidente Ignazio La Russa). Per la maggioranza, invece, sono intervenuti Mariastella Gelmini (Nm), Andrea Paganella per la Lega, ‘sherpa’ della legge elettorale, Roberto Rosso per FI, anch’esso ‘sherpa’, che ha sostituito Stefania Craxi, pur iscritta a parlare ma impossibilitata a intervenire. Per FdI, invece, è intervenuto il presidente della commissione Affari costituzionali Andrea De Priamo. Intervenuta in dissenso rispetto al proprio gruppo (Aut) la senatrice Aurora Floridia, contestando l’intervento sul collegio di Bolzano (“la Bassa Atesina è stata tradita da chi li governa in Alto Adige”).

In aula si sono levati cartelli di protesta “No alla legge truffa” dai banchi dell’opposizione.

Secondo quanto si apprende sarebbe atteso già per mercoledì l’incardinamento del testo nella commissione Affari costituzionali di Montecitorio, ma proprio per stabilire il calendario dei lavori è convocato un Ufficio di presidenza. (Public Policy) MAR