(Public Policy Europe) – La Commissione europea ha pubblicato la scorsa settimana la sua settima relazione annuale sullo Stato di diritto, che valuta la situazione dello Stato di diritto in tutti gli Stati membri dell’Ue, nonché in quattro paesi candidati: Albania, Montenegro, Macedonia del Nord e Serbia. “Lo Stato di diritto crea fiducia. Fiducia tra i cittadini. Fiducia per le imprese. È ciò che rende l’Europa il luogo migliore e più sicuro in cui vivere e investire – commenta in una nota la presidente della Commissione Ursula von der Leyen -. La relazione di quest’anno mostra continui progressi positivi in molti Stati membri. Ed è proprio per questo che la nostra relazione sullo Stato di diritto è importante. È diventata un punto di riferimento, contribuendo a plasmare i dibattiti nazionali e a promuovere le riforme in tutta l’Unione”.
In generale, secondo l’Esecutivo europeo, la relazione di quest’anno conferma un andamento complessivamente positivo, evidenziando progressi costanti in molti Stati membri, con riforme significative completate o in corso in tutti i settori monitorati nell’ambito della relazione.
Per quanto riguarda l’Italia, la Commissione non registra progressi sulla proposta legislativa pendente sui conflitti di interesse, mentre progressi limitati si registrano nell’adozione di norme complete in materia di lobbying, volte a istituire un registro operativo delle attività di lobbying. La raccomandazione è quindi di portare avanti queste proposte di legge. Niente progressi nemmeno nell’affrontare la pratica di convogliare le donazioni attraverso fondazioni e associazioni politiche e nell’introdurre un unico registro elettronico per le informazioni sul finanziamento dei partiti e delle campagne elettorali. Anche qui, la raccomandazione è di accelerare gli sforzi in questo campo. Nessun progresso anche sul progetto di riforma in materia di diffamazione, la tutela del segreto professionale e delle fonti giornalistiche.
Sulla giustizia, la Commissione evidenzia come siano stati compiuti ulteriori progressi significativi nel completamento del sistema di gestione digitale dei fascicoli per i tribunali penali e le procure. Tuttavia, poiché alcune procedure devono ancora essere digitalizzate, si raccomanda all’Italia di completare il sistema di gestione digitale dei fascicoli in tutti i gradi di giudizio. Progressi limitati anche nell’istituzione di un’istituzione nazionale per i diritti umani, poiché sono state intraprese le prime misure per rilanciare l’iniziativa mentre vari progetti di legge rimangono in sospeso in Parlamento. Sulla Rai, la Commissione evidenzia come siano stati compiuti ulteriori progressi per garantire l’adozione di norme o meccanismi volti a fornire ai media di servizio pubblico finanziamenti adeguati. (Public Policy Europe) NAF





