ROMA (Public Policy) – È stata incardinata, in commissione Affari costituzionali al Senato, la proposta di riforma della legge elettorale, licenziata la scorsa settimana dall’aula della Camera. Relatore del testo è il presidente della 1a Andrea De Priamo (FdI).
Entro giovedì, 23 luglio, è fissato il termine per l’indicazione dei soggetti di audire, che saranno complessivamente 26. Le audizioni si svolgeranno probabilmente già nel corso della prossima settimana.
Per quanto riguarda il termine per l’approdo in aula, la ministra per le Riforme Maria Elisabetta Alberti Casellati, che ha seguito i lavori in commissione, ha detto: “Deciderà la capigruppo”.
Di “ennesima forzatura da parte della maggioranza” ha parlato dal Pd il senatore dem Andrea Giorgis. “Hanno deciso di chiudere e di ridurre le audizioni, rispetto alle 72 della Camera qui la maggioranza ha imposto un numero limitato a 26 auditi. Si deciderà nel prosieguo come organizzare i lavori”, ha aggiunto.
“Su una legge così importante, che è solo formalmente ordinaria, ma che è sostanzialmente costituzionale assistere a questa arroganza politica e a questa forzatura è un colpo alla nostra democrazia parlamentare”, ha proseguito Giorgis.
“Il Governo la vuole approvare nella calura agostana, quando gli italiani sono distratti da altro: una truffa approvata ad agosto si vede meno di una truffa approvata in altre condizioni, ma si sta svilendo la democrazia del nostro Paese”, ha aggiunto da Avs Peppe De Cristofaro. Posizione condivisa anche dal M5s, con la senatrice Alessandra Maiorino.
“Riteniamo che si tratti di un numero adeguato di audizioni, tenendo conto che ne sono state svolte molte alla Camera. Abbiamo dato ben 26 audizioni, dando priorità all’opposizione nel numero da indicare. Non comprendo che polemiche ci possa essere“, ha risposto il presidente e relatore Andrea De Priamo (FdI). (Public Policy) MAR




