ROMA (Public Policy) – Dovrebbe essere convocata per giovedì alle 17.30 la prossima riunione del Consiglio dei ministri. Sul tavolo potrebbe arrivare il nuovo ddl Concorrenza che, al momento, si trova al vaglio della Ragioneria generale dello Stato.
Stando alla bozza circolata nelle scorse settimane, i principali interventi dovrebbero riguardare la riforma della distribuzione dei carburanti, la stretta sul telemarketing nelle telecomunicazioni e una delega al Governo per la riforma delle assicurazioni Rc auto in base alla quale entro 9 mesi l’Esecutivo dovrà adottare uno o più decreti legislativi “al fine di meglio correlare il premio a carico dell’assicurato al rischio effettivamente assunto dall’impresa, rendere più efficiente il sistema del risarcimento diretto, rafforzare il contrasto alle frodi assicurative e all’evasione dell’obbligo assicurativo”, si legge nel testo della bozza.
Altra novità riguarda la stretta sul telemarketing nelle telecomunicazioni. La norma in questione estenderebbe ai “servizi di telecomunicazioni” il divieto, già previsto per energia elettrica e gas, di effettuare sollecitazioni commerciali telefoniche. La norma sul cosiddetto telemarketing “selvaggio”, si ricorda, era già stata introdotta – in fase emendativa – nel decreto Carburanti ter, e poi espunta dal provvedimento nel corso della seconda lettura alla Camera.
Diversi interventi riguardano anche il settore della distribuzione dei carburanti. In particolare, “al fine di accelerare la transizione dei trasporti stradali verso la decarbonizzazione”, ai titolari di impianti di distribuzione di carburanti nei centri abitati che li convertono entro il 31 dicembre 2028 in stazioni dedicate alla ricarica di veicoli elettrici o alla distribuzione di biocarburanti, è riconosciuto dal 2028 al 2030 “un contributo finalizzato alla dismissione dell’impianto e alla correlata apertura della stazione di ricarica”.
Per la misura verrebbero stanziati 112 milioni di euro nel triennio. “Il contributo è riconosciuto nella misura massima del 50% delle spese sostenute, fino a un importo massimo di 60.000 euro”, recita la norma.
Intanto però il Mimit ragiona anche su un prossimo decreto Imprese. “Pensiamo di introdurre altre misure di semplificazione nel prossimo decreto imprese che porteremo in Parlamento prima della sessione di Bilancio, soprattutto per quanto riguarda l’aspetto della produzione energetica e della sostenibilità ambientale“, ha spiegato Urso durante il question time alla Camera della scorsa settimana rispondendo a un’interrogazione di Forza Italia sull’ipotesi di estendere le “semplificazioni previste nell’ambito della Zona economica speciale a tutto il territorio nazionale”.
“Ovviamente non si può estendere la Zona economica speciale unica del Mezzogiorno (che sta avendo uno straordinario successo) ad altre aree del Paese, perché il suo obiettivo è ridurre i divari interni. Ed è per questo che è finanziata, in gran parte, con i Fondi di coesione”, ha risposto il ministro.
Urso non ha, tuttavia, escluso la possibilità di intervenire su altri fronti. “Possiamo però agire su livelli comunque importanti, su cui ho chiamato al confronto le Regioni del Nord già per la prossima settimana, e su cui poi mi confronterò con la conferenza delle Regioni prima della pausa ferragostana”, ha detto.
“Mi riferisco innanzitutto alla possibilità di realizzare una zona logistica speciale per il centro nord con l’obiettivo di estendere a tutte le aree interessate e rendere quindi omogenee le semplificazioni autorizzative già ricomprese nelle zone logistiche speciali. E, ove le risorse economiche lo consentono, di prevedere incentivi dedicati alle imprese nei limiti ovviamente delle regole europee”, ha aggiunto Urso. (Public Policy) GPA





