di Sonia Ricci
ROMA (Public Policy) – In tutto sono 41 articoli. Dall’estinzione del reato per condotte riparatorie agli aumenti di pena per furti e rapine, dalla stretta sui ricorsi in Cassazione dopo il patteggiamento ai motivi di appello più rigorosi.
Nel testo della riforma penale – approvato lunedì notte in commissione Giustizia al Senato – non ci sono solo le discusse norme sulla durata dei processi e sulle intercettazioni tramite il virus informatico ‘Trojan‘.
Consistente parte del testo riguarda, infatti, la più generale riforma del codice penale, del procedimento penale (per la ‘ragionevole’ durata dei processi) e dell’ordinamento penitenziario (con delle novità sulle Rems).
Le norme citate non sono nuove. La maggior parte erano già contenute nel ddl 2067, già approvato alla Camera a settembre 2015.
A seguito della decisione di accorpare le norme sulla prescrizione, i relatori Felice Casson e Giuseppe Cucca (entrambi Pd) a maggio scorso hanno messo a punto un nuovo testo che raggruppa in uno tre diversi provvedimenti: il ddl Penale, appunto, il ddl sul giudizio abbreviato (numero 2032) e il discusso ddl 1844, ovvero quello sulla prescrizione.
Ora il testo unico, dopo l’esame in commissione, approderà in aula a Palazzo Madama per le due relazioni dei relatori. L’esame vero e proprio, invece, inizierà a settembre.
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