ROMA (Public Policy Bytes) – La Monopol Kommission – organo indipendente che fornisce consulenza al Governo tedesco su politiche di concorrenza, diritto antitrust e regolamentazione economica – ha pubblicato il suo report annuale sul settore delle telecomunicazioni del Paese.
Tramite lo studio, l’ente tedesco ha reso nota la sua posizione sul dibattito tra provider di connessioni internet e piattaforme di contenuti e servizi digitali, pronunciandosi – come si legge in una nota stampa della Kommission – “sull’eventualità che questi ultimi debbano effettuare pagamenti aggiuntivi alle grandi società di telecomunicazioni, come Deutsche Telekom, per la terminazione di grandi volumi di dati”.
A tal riguardo – spiega il comunicato – “la Commissione non riscontra al momento criticità concorrenziali negli scambi di dati tra grandi società di telecomunicazioni e grandi fornitori di contenuti e servizi come Alphabet, Amazon, Apple, Meta, Microsoft e Netflix” e “respinge la proposta” di creare “un organismo di risoluzione delle controversie a livello nazionale o europeo”.
L’ente, infatti, non riscontra “alcun motivo per intervenire nel mercato” e chiarisce che dei “pagamenti aggiuntivi possono essere giustificati solo se risultano da trattative commerciali e non comportano abusi di potere di mercato”, in quanto “le due parti dipendono l’una dall’altra e negoziano su un piano di parità”.
Al contrario, in tema di reti la Kommission rileva il “rischio che i precedenti monopolisti pubblici tornino a essere dominanti” nel Paese, segnalandolo come sua “preoccupazione centrale” in un’epoca di “transizione critica dalla tecnologia in rame a quella in fibra”.
La raccomandazione dell’organo è dunque quella di “dare priorità alla concorrenza basata sulle infrastrutture”, suggerendo “laddove economicamente sostenibile, che due o più operatori installino proprie reti in fibra”. Infatti – spiega la nota – “quando più fornitori sono costretti a utilizzare una singola rete, gli operatori più piccoli possono risultare svantaggiati rispetto a chi ne è proprietario. Pertanto, l’Agenzia federale delle reti dovrebbe esaminare come una vigilanza più incisiva possa garantire l’accesso aperto alle reti, fissare standard vincolanti e tutelare una concorrenza sostenibile”.
La Commissione, infine, ravvisa “ostacoli alla diffusione della fibra nella transizione dalle reti in rame”, poiché, “in assenza di linee guida chiare da parte dell’Agenzia federale delle reti sullo spegnimento del rame, Deutsche telekom potrebbe avere forti incentivi a installare la fibra in via prioritaria nelle aree in cui gli operatori alternativi sono già presenti, escludendo così i concorrenti”. (Public Policy Bytes) DVZ




