BRUXELLES (Public Policy Europe) – La Commissione europea spinge per abbandonare il principio “primo arrivato, primo servito” per l’accesso alla rete elettrica, in favore di principi diversi come “primo pronto, primo servito” (first ready, first served) o “basati su tappe fondamentali” (milestone-based, milestoneenforced), a condizione che siano non discriminatori e trasparenti e seguano criteri oggettivi e tecnicamente ed economicamente giustificati. Questa una delle azioni contenuta in una bozza di linee guida per lo sviluppo delle reti, che la Commissione presenterà oggi e di cui Public Policy ha preso visione.
Per la Commissione, l’accesso alla rete dovrebbe basarsi su criteri chiari e prestabiliti applicabili a tutti gli utenti, e qualsiasi decisione che incida sulla partecipazione al mercato dovrebbe essere presa sulla base di motivi oggettivi e giustificabili. “Ciò – si legge nella bozza di linee guida – non deve essere inteso come un impedimento alla possibilità di dare priorità a determinati usi in base al rispetto di criteri non discriminatori e trasparenti, come sostenuto da una recente giurisprudenza”. Il principio “primo arrivato, primo servito” è attualmente applicato dalla stragrande maggioranza degli Stati membri, sia perché le code di connessione sono un fenomeno relativamente recente, sia a causa dell’incertezza su ciò che il quadro giuridico consente.
Bruxelles rileva come al momento non esista ancora alcun esempio di un quadro di priorità esplicito e diretto basato su criteri economici (cioè il contributo a determinati obiettivi economici) o il contributo a determinati obiettivi politici, come l’elettrificazione dei trasporti, dell’industria o l’implementazione di centri dati. “Tali schemi di assegnazione delle priorità, se debitamente giustificati e in linea con un trattamento non discriminatorio e trasparente degli utenti della rete, devono garantire il rispetto dei principi del diritto dell’Unione che disciplinano l’accesso alla rete – si legge nella bozza -. Inoltre, qualsiasi schema non dovrebbe essere a discrezione esclusiva dei gestori di sistema, ma richiederebbe un quadro giuridico o normativo nazionale chiaro e trasparente in base al quale applicarlo”.
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NAF





