BRUXELLES (Public Policy Europe) – Danimarca, Finlandia, Lussemburgo, Portogallo, Slovenia, Spagna, Svezia e Paesi Bassi contro la sospensione o modifiche sostanziali al sistema Ets dell’Ue.
In un non paper congiunto, redatto anche in vista del Consiglio europeo della prossima settimana e di cui Public Policy Europe ha preso visione, gli otto Stati membri dell’Ue affermano che “apportare modifiche fondamentali al sistema Ets, mettendo in discussione lo strumento stesso o sospendendolo, costituirebbe un passo indietro molto preoccupante, non solo in termini di ambizione climatica, ma anche perché indebolirebbe i segnali del prezzo del carbonio che sono alla base degli investimenti e della stabilità del mercato”. Secondo gli otto Stati membri questo “distorcerebbe le condizioni di parità, penalizzerebbe drasticamente i primi operatori che hanno già investito e innovato nella decarbonizzazione, rallenterebbe gli investimenti futuri e comprometterebbe la trasformazione in corso dei sistemi economici e finanziari verso modelli competitivi, equi e sostenibili”. Ok, tuttavia, a “adeguamenti mirati al sistema che contribuiscano a preservarne la stabilità nei periodi di volatilità e non ne compromettano lo scopo”.
Nel documento congiunto, le otto capitali europee argomentano che la decarbonozzazione dell’economia è “essenziale” e che l’Ets è necessario per promuoverla. “L’industria e i mercati energetici europei necessitano di un quadro normativo stabile che guidi e sblocchi gli investimenti necessari”, sostengono. Per gli otto Stati membri “un prezzo del carbonio solido e prevedibile è un segnale chiave per mobilitare capitali verso tecnologie pulite e sostenere la trasformazione dei processi produttivi, un settore in cui l’industria europea vanta notevoli punti di forza”.
Migliorare la struttura e il funzionamento dell’Ets “rimane una priorità al fine di aumentarne l’efficienza e la stabilità”. Inoltre, affinché il segnale di prezzo funzioni correttamente, “le industrie dovrebbero avere una reale possibilità di scelta per trasformare i propri processi produttivi”. Un altro argomento riguarda i proventi delle aste delle quote di emissione, che “sono essenziali per finanziare questa trasformazione industriale”. In queasto quadro, mantenere un prezzo del carbonio elevato “è fondamentale anche per garantire le entrate necessarie a sostenere la decarbonizzazione industriale e le tecnologie pulite”. La prossima revisione del sistema ETe dovrebbe quindi sostenere la decarbonizzazione, gli investimenti e l’occupazione in Europa, riducendo al minimo il rischio di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio. Infine è “fondamentale mantenere segnali di prezzo comuni ed evitare misure unilaterali che potrebbero compromettere il mercato unico”. (Public Policy Europe) NAF





