Recensioni online, in consultazione le linee guida dell’antitrust

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ROMA (Public Policy Bytes) – In consultazione pubblica fino al 15 luglio le linee guida dell’antitrust sulla nuova disciplina delle recensioni online. La misura attua le previsioni della legge annuale sulle piccole e medie imprese e, si legge nel testo, è volta a contrastare le recensioni online illecite relative a prodotti, prestazioni e servizi offerti da ristoranti e strutture turistiche, incluse quelle di tipo ricettivo e termale.

Il documento ribadisce che il provvedimento riguarda “tutti i professionisti, ovunque stabiliti” che operano in Italia e mettono a disposizione “funzionalità o servizi dedicati alla pubblicazione di recensioni online”, comprese quelle relative a beni o servizi offerti da terzi. A tal fine, chiarisce l’Autorità, la nozione di “recensioni” deve essere intesa “in senso ampio e comprendere qualsiasi giudizio, apprezzamento o valutazione espressa online, in qualsiasi forma, dai consumatori in relazione a beni o servizi o alle qualità e prestazioni del professionista che li offre”.

Le piattaforme dovrebbero dunque fornire, “in modo chiaro ed evidente”, le informazioni sulla modalità di raccolta delle recensioni e degli eventuali criteri oggettivi e verificabili che il professionista utilizza per selezionarne la pubblicazione. Occorrerà precisare se i punteggi medi sono influenzati da recensioni incentivate o da altri tipi di rapporti contrattuali. Fissati, inoltre, gli strumenti con cui il consumatore dovrà dimostrare di aver “effettivamente utilizzato o acquistato il prodotto o servizio recensito”, necessari a qualificare come autentico il giudizio espresso online.

L’implementazione di tali strumenti è in capo alle piattaforme. Tra questi rientra il caricamento della documentazione fiscale del prodotto o servizio acquistato. Sarà necessario anche garantire la tracciabilità degli autori delle recensioni, attraverso sistemi di registrazione degli utenti sul proprio canale, un link di conferma inviato all’indirizzo e-mail e il controllo del loro indirizzo IP. Allo stesso modo, le piattaforme dovranno provvedere a integrare metodi che rilevino “segnali di anomalia, anche relativi alla documentazione prodotta a supporto della recensione”. Tra questi figurano la presenza di molte recensioni in poco tempo provenienti dallo stesso IP e i pattern linguistici ripetitivi.

L’antitrust invita poi ad adottare “particolare cautela” riguardo alle recensioni incentivate. In tali, casi, spiega l’Autorità, i professionisti dovrebbero evitare che il contenuto delle recensioni sia il frutto dell’incentivo fornito dal professionista e garantire che i consumatori siano chiaramente informati del fatto che le recensioni sono state incentivate, indipendentemente dal mezzo utilizzato e dal beneficio ottenuto. Parimenti, i professionisti dovrebbero astenersi da pratiche idonee a manipolare le recensioni, come la rimozione o l’occultamento di quelle negative. (Public Policy Bytes) DVZ