ROMA – (Public Policy Bytes) Gli editori del Regno Uniti potranno impedire a Google di utilizzare i loro contenuti per addestrarne i modelli di intelligenza artificiale e alimentare le risposte fornite da AI Overviews – funzione del motore di ricerca che usa l’IA per generare sintesi testuali della ricerca direttamente nella pagina dei risultati. A sancirlo è l’Autorità per la concorrenza e il mercato del Paese, con una decisione che designa l’azienda californiana come “operatore con status di mercato strategico” nei servizi di ricerca. Tale definizione, spiega l’antitrust britannico in una nota, consente all’authority di imporre a Google degli “obblighi di condotta” per il suo motore di ricerca, volti a “garantire correttezza commerciale, libertà di scelta o fiducia e trasparenza”.
“Si tratta di un primato a livello mondiale”, afferma l’antitrust, secondo cui la decisione porrà gli editori “in una posizione di maggiore forza nelle trattative commerciali con Google”. La delibera, accogliendo i pareri di una consultazione pubblica, impone inoltre all’azienda la “corretta attribuzione dei contenuti degli editori nei risultati di ricerca generati dall’IA, inserendo link chiari”.
L’azienda californiana ha ora 9 mesi di tempo per adeguarsi alle disposizioni dell’Autorità, la quale prevede tuttavia che “le principali funzioni di controllo sui contenuti saranno accessibili agli editori ben prima di tale scadenza”. Google sarà infine tenuta a presentare e pubblicare relazioni periodiche sulla conformità ai nuovi obblighi “per illustrare le modifiche apportate e le modalità di adempimento”. (Public Policy Bytes) DVZ




