ROMA (Public Policy) – La commissione Giustizia di Montecitorio ha deliberato mercoledì all’unanimità di avviare un’indagine conoscitiva sulle condizioni del sistema penitenziario.
“L’indagine mira, in particolare, ad acquisire gli elementi informativi utili a verificare lo stato di avanzamento del programma di edilizia carceraria, le condizioni di lavoro del corpo della polizia penitenziaria, l’efficacia del sistema di esecuzione della pena e le forme di controllo della criminalità in carcere”, ha spiegato alla commissione il presidente Ciro Maschio (FdI).
La richiesta prende le mosse dalla relazione del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale relativa al 2024, depositata in Parlamento nel giugno scorso, “che restituisce – si legge nella relazione illustrata dal presidente – un’immagine allarmante degli istituti penitenziari”.
Secondo i dati restituiti in commissione, la “sovrabbondante popolazione carceraria ha raggiunto a giugno le 64.773 unità” e “le condizioni oggettive di detenzione, dovute alla ristrettezza degli spazi disponibili e alla fatiscenza di parte degli istituti, con un tasso di sovraffollamento pari al 139,5%, rischia di contraddire la finalità rieducativa della pena costituzionalmente prevista, nonché la disciplina e la giurisprudenza eurounitaria in materia”.
Una situazione che, osservano in commissione, “si collega con il preoccupante fenomeno dei suicidi e dei tentati suicidi da parte delle persone detenute”.
Connesso, poi, il tema delle condizioni di lavoro della polizia penitenziaria, che opera “in condizioni di carenza di organico che ammonta a circa 37.000 unità”. La commissione rileva 1.900 aggressioni nei confronti degli agenti della polizia penitenziaria verificatesi nel corso del 2025, “determinando uno scenario in cui, tra l’altro, gli esponenti della criminalità organizzata continuano a svolgere la propria attività criminale”, si legge nella relazione, da cui emerge anche la diffusione di telefoni cellulari e droga.
La commissione ha così deliberato di procedere con un ciclo di audizioni che vedrà coinvolti il ministero della Giustizia, il capo del Dap e il capo del Dipartimento per la giustizia minorile, la direzione generale di statistica del ministero della Giustizia, il commissario straordinario per l’edilizia penitenziaria, il garante nazionale dei detenuti, il Csm, le Autorità sanitarie competenti, il primo dirigente della polizia penitenziaria, i sindacati della polizia penitenziaria, i provveditorati regionali dell’amministrazione penitenziaria, l’Anm, le associazioni forensi, le associazioni operanti per i diritti dei detenuti (tra cui Antigone, Caritas, Vic, Nessuno tocchi Caino, Ristretti orizzonti, Cittadinanza attiva), magistrati, professori universitari ed esperti in materia.
Attese anche missioni negli istituti penitenziari. L’obiettivo, secondo quanto illustrato dal presidente della commissione, è concludere l’indagine conoscitiva in 6 mesi. (Public Policy) MAR





