Ex Ilva, il dl dopo l’ok del Senato e le misure al vaglio del Governo

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ROMA (Public Policy) – Mentre il Governo prosegue le trattative per la cessione degli impianti di ex Ilva, il Senato ha approvato mercoledì in prima lettura il decreto legge varato il 26 agosto dal Cdm per “assicurare la continuità operativa di impianti di interesse strategico nazionale”. Il testo verrà adesso trasmesso alla Camera dove la discussione in aula è già calendarizzata per il 19 ottobre.

Il provvedimento ritocca le regole sulle garanzie finanziarie richieste per le attività di gestione dei rifiuti e delle discariche interne agli stabilimenti siderurgici soggetti a procedure di vendita. Fino ad oggi, infatti, era necessario che queste garanzie avessero durata pluriennale. Adesso, invece, il decreto stabilisce che tali garanzie “possono essere prestate” anche su “base annuale” e comunque “per una durata non inferiore a un anno, anche qualora l’autorizzazione o il periodo di gestione autorizzato abbia durata superiore”.

In questo modo, quindi, si renderebbe più semplice l’accesso alle garanzie finanziarie per le società in amministrazione straordinaria che potrebbero riscontrare difficoltà a ottenere garanzie pluriennali mentre potrebbe essere più semplice accedere a garanzie da rinnovare poi di anno in anno. Una considerazione evidenziata anche nella relazione illustrativa del decreto, secondo cui la richiesta di una garanzia pluriennale “non tiene conto della peculiare situazione in cui versano le amministrazioni straordinarie e delle oggettive difficoltà che esse incontrano nel reperire sul mercato bancario o finanziario garanzie di lunga durata”.

LA RATIO DEL DECRETO

L’obiettivo, ha spiegato Palazzo Chigi dopo il via libera in Cdm, è quello di “preservare la funzionalità degli impianti, nelle more della vendita stessa, nel rispetto delle norme ambientali”.

La necessità di intervenire in tal senso è da rintracciarsi, nel caso di specie, nel fatto che la Provincia di Taranto aveva ritenuto inadeguate le garanzie finanziarie offerte dall’azienda. Questo aveva portato il ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica a disporre la sospensione, a decorrere dal 20 agosto 2026, delle attività di gestione dei rifiuti e, conseguentemente, delle correlate attività produttive.

Il rischio, dunque, era quello di uno stop degli impianti che adesso viene scongiurato. “Il decreto legge si è reso necessario per preservare la funzionalità degli impianti siderurgici nelle more della procedura di vendita in corso”, ha ribadito in aula al Senato la sottosegretaria al Mimit Fausta Bergamotto puntualizzando che “non viene eliminato nessun presidio ambientale”.

In sostanza, ha aggiunto, “c’è stata una rimodulazione temporale della copertura finanziaria pensata per consentire alle imprese in amministrazione straordinaria di reperire più agevolmente le garanzie necessarie e per il tempo occorrente all’ingresso di un nuovo acquirente”.

GARANZIE ANNUALI ESTESE A TUTTE LE IMPRESE IN AMMINISTRAZIONE STRAORDINARIA

Nel corso dell’esame in commissione Industria al Senato è stata approvata una sola modifica. Attraverso la riformulazione di due emendamenti presentati da FdI e Lega è stato, infatti, allargato il perimetro del decreto estendendo a tutte le imprese in stato di insolvenza, indipendentemente dalla presenza o meno di impianti strategici, la norma sulle garanzie finanziarie annuali per le attività di gestione dei rifiuti e delle discariche interne agli stabilimenti soggetti a procedure di vendita.

“Considerata la situazione di particolare criticità in cui versano le imprese in amministrazione straordinaria, abbiamo ritenuto opportuno eliminare il riferimento alla strategicità dell’impianto”, hanno commentato i senatori della Lega in commissione Giorgio Maria Bergesio e Gianluca Cantalamessa.

Con questa modifica, “andiamo a trattare tutte le società in amministrazione controllata in egual modo, senza fare differenze legate alla presenza di impianti strategici. La norma sulle garanzie per la gestione dei rifiuti viene così estesa a tutte le società che stanno attraversando questo difficile momento gestionale, garantendo equità e giustizia nel nome di quella sostenibilità che deve sempre essere sociale, economica e ambientale”, ha aggiunto il presidente della commissione e firmatario dell’emendamento Luca De Carlo (FdI).

LE PROSSIME TAPPE: VERSO UN NUOVO DECRETO PER TUTELARE I LAVORATORI DI EX ILVA

Dopo la decisione della Corte di Appello che, respingendo la richiesta di sospensiva dei commissari, ha confermato la chiusura dell’area a caldo entro il 25 ottobre si attende il 20 ottobre, quando la Cassazione dovrebbe esprimersi sul ricorso.

Prima di allora, tuttavia, è in calendario per giovedì 8 ottobre un nuovo incontro tra Governo e sindacati a Palazzo Chigi. In quell’occasione l’Esecutivo potrebbe anticipare la volontà di intervenire con un nuovo decreto legge per tutelare i lavoratori. Il nuovo provvedimento potrebbe vedere la luce il 13 ottobre, quando dovrebbe tornare a riunirsi il Consiglio dei ministri.

“Il Governo sta lavorando a importanti misure di sostegno all’occupazione anche in termini di incentivi al prepensionamento e alla mobilità e di riqualificazione della forza lavoro”, ha detto in aula al Senato la sottosegretaria Bergamotto aggiungendo che “il Governo sta anche lavorando su importanti progetti di reindustrializzazione”.

A tal proposito, Bergamotto ha fatto sapere che al Tavolo Taranto del 5 agosto “sono stati presentati 17 progetti di investimento complessivi superiori a 2 miliardi di euro, con una diversificazione che interessa almeno otto settori e prospettive occupazionali importanti”. (Public Policy) GPA