ROMA (Public Policy) – Durante le votazioni in commissione Industria al Senato è stata apportata una sola modifica al dl ex Ilva giunto martedì nell’aula di Palazzo Madama.
Attraverso la riformulazione di due emendamenti di Fratelli d’Italia e Lega è stata estesa a tutte le imprese in stato di insolvenza, indipendentemente dalla presenza o meno di impianti strategici, la norma sulle garanzie finanziarie annuali per le attività di gestione dei rifiuti e delle discariche interne agli stabilimenti soggetti a procedure di vendita. Il decreto, infatti, ha ritoccato le regole su tali garanzie finanziarie stabilendo che non è più necessario che abbiano durata pluriennale e che, quindi, potranno essere prestate su base annuale andando così incontro alla difficoltà di ottenere garanzie da parte di un’azienda in amministrazione straordinaria.
“Considerata la situazione di particolare criticità in cui versano le imprese in amministrazione straordinaria, abbiamo ritenuto opportuno eliminare il riferimento alla strategicità dell’impianto”, commentano in una nota i senatori della Lega in commissione Giorgio Maria Bergesio e Gianluca Cantalamessa. “In questo modo – aggiungono – si permette l’applicazione della norma sulle garanzie prestate per la gestione dei rifiuti a tutte le imprese in amministrazione straordinaria, indipendentemente dalla presenza o meno di impianti strategici”.
È stato ritirato, invece, il correttivo presentato dal senatore di Fratelli d’Italia, Bartolomeo Amidei. La norma, infatti, è rientrata all’interno del decreto Giustizia varato circa due settimane fa dal Cdm e adesso all’esame della II commissione della Camera. L’intervento stabilisce che gli organi commissariali delle società del Gruppo Ilva in amministrazione straordinaria e del Gruppo Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria “sono autorizzati a effettuare i pagamenti dei debiti, sorti nel corso delle procedure, per la continuità operativa”.
Infine, è decaduto l’emendamento firmato dal senatore di Forza Italia Adriano Paroli che stabiliva che “al fine di accelerare gli interventi di messa in sicurezza, bonifica e ripristino ambientale dei siti di interesse nazionale, nel rispetto dei livelli uniformi di tutela dell’ambiente e dell’ecosistema, possono essere autorizzati, in aree di cava cessata, in aree degradate o da riqualificare e in aree industriali dismesse, discariche e impianti di trattamento, recupero o messa in sicurezza dei rifiuti funzionali all’attuazione di un progetto di bonifica approvato”.
La proposta di modifica era stata accantonata la scorsa settimana, ma nella seduta di martedì è risultata decaduta. (Public Policy) GPA





